"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

La storicità dei Vangeli secondo Rosmini

Antonio Rosmini (1797-1855), grande filosofo e teologo moderno, ebbe modo di confrontarsi subito con i primi dei famosi testi che lungo il XIX secolo hanno messo in discussione la storicità della figura di Cristo presentata nei Vangeli. Egli non ha potuto conoscere ciò che gli studi storici, filologici e archeologici in ambito cattolico svilupperanno lungo il secolo successivo per confutare sistematicamente le tesi riduzioniste, tuttavia ha colto immediatamente l'argomento alla fin fine decisivo per confermare la verità dei Vangeli, vale a dire la loro intrinseca eccezionalità e irriducibilità alle forze produttive umane. Ecco il testo in cui viene brevemente esposta la sua geniale confutazione della negazione della storicità della figura di Cristo:

Le antiche mitologie portano in se stesse la prova evidente di essere sogni e deliri d'immaginazioni popolari, […] superstizioni indegne della divinità profanata, divisa, umanizzata, a cui si sono regalati tutti i delitti le passioni anche più turpi, le ignoranze, e le frenesie degli uomini […]. Ora questo stesso autore, cioè l'immaginazione popolare, si pretende (e questa è l'analogia su cui si fonda lo Strauss e tutti i professori del sistema mitico, come lo chiamano), che abbia poi saputo fare tutto il contrario di quel che avea fatto prima, che abbia saputo improvvisamente mutar natura, e diventando l'immaginazione popolare un'unicamente sapientissima, abbia inventato il Vangelo, e in esso il personaggio di Cristo, e ciò nell'ombra, e in pochi anni, senza che alcuno se n'accorgesse, cioè che abbia inventato un unico sistema di religione, coerentissimo con se stesso, non potuto trovar mai in alcuna dimostrata contraddizione, non convinto mai d'alcuna impossibilità, operante altresì con tutte le scienze umane, per quantunque queste prendessero nuovi sviluppi, coerente con tutte le verità naturali, per quanto s'investigasse la natura, anzi tanto più coerente, quanto più questa disvelava agli uomini i suoi segreti, coerente con tutte le storie più accertate, degnissimo di Dio, sublimissimo nella dottrina, avente in se stesso tutto ciò che seppe dire o indovinare di vero e di sublime la filosofia, e sopra questo molto più che ella non disse, e né manco congetturò, purissimo e santissimo riguardo a' costumi, generosissimo nelle operazioni, umanissimo nelle tendenze, utilissimo di fatto all'umanità, potentissimo nell'imprimersi negli animi più nobili e più elevati, vincitore di tutta l'umana sapienza e potenza, riformatore dell'umanità e di tutte le società umane, autore della civilizzazione, atto a rispondere a tutte le dimande che gli volgono gli uomini sulla loro sorte futura, a soddisfare a tutti i voti, anche i più secreti e misteriosi del cuore umano, e per diciotto secoli, nè quali aumentò sempre il numero dè suoi seguaci in mezzo alle più crudeli lotte, dominatore del mondo, mediante la più vasta, la più compatta, la più ordinata, e la più dolce società, che fosse mai esistita sopra la terra!
(Introd. Filos., Degli studi dell'Autore., n.99, nota)