"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

GLI APPELLI DI MARIA VERGINE

A Suor Josefa Menendez (1990-1923)

Suor Josefa Menendez, spagnola, è stata una delle suore della Società del Sacro Cuore in Francia. Ha ricevuto numerosissime apparizioni di Gesù e di Maria: si tratta di apparizioni personali, sulle quali la Chiesa non si è pronunciata direttamente; tuttavia la Chiesa ha autorizzato con convinzione la pubblicazione del Diario della veggente, ritenendo che ciò sia sicuramente gradito a Gesù stesso e che l'autrice abbia ricevuto un 'grande amore inspirato dalla sua grazia' (Card. Pacelli, 1938).

A Josefa Menedez (1)
Mentre dicevo le litanie della Madonna, vidi davanti a me la Madre celeste come la prima volta. Dopo qualche istante mi disse: "Se rifiuti di fare la volontà di mio Figlio sarai tu a ferirLo nel Cuore. Accetta tutto quello che ti chiede e non attribuir nulla a te stessa. Sì, figlia mia, sii molto umile!". Scomparve dopo avermi di nuovo guardata con grande compassione.

A Josefa Menedez (2)
Durante la Messa, un po' prima del Vangelo vidi la Madonna. La supplicai d'intercedere per me presso Dio e Le spiegai perché mi ripugnava ricevere quelle grazie, quantunque fossi decisa di glorificare il Cuore di Gesù, consolarLo e acquistarGli delle anime. Credo che abbia avuto compassione di me e mi ha detto: "Figlia mia, ripeti a Gesù queste parole a cui il Suo Cuore non saprà resistere: Padre mio, rendimi degna di compiere la Tua santa Volontà, perché sono tutta Tua". Ed aggiunse: "Nelle mani di un Padre tanto buono che cosa può mancarti?". La supplicai di ricevere il mio atto di offerta e di ripeterlo Ella stessa a Gesù.

A Josefa Menedez (3)
Venne la Madonna a fortificarla maggiormente: «Figlia mia, non è vero che non abbandonerai mai mio Figlio?». «No, Madre mia, mai!». «Non temere di soffrire, perché non ti mancherà la forza necessaria. Pensa così: oggi solo per soffrire ed amare... un'eternità per godere!». L'ho supplicata di non abbandonarmi e di ottenermi da Gesù la fedeltà! Infine Le ho chiesto perdono, e mi ha risposto: «Non temere, Josefa: abbandonati nelle mani di mio Figlio e ripetiGli senza posa: "O Padre buono e misericordioso, guarda la Tua figliola e rendila talmente Tua che si perda nel Tuo Cuore! Padre mio! Che l'unico mio desiderio sia quello di adempiere la Tua santissima Volontà"». «Questa preghiera Gli piacerà, perché nulla desidera di più che ci si abbandoni a Lui. Consolerai così il Suo Cuore, e non temere. Abbandonati, Io ti aiuterò!». Tutto ciò - prosegue Josefa - mi ha resa più coraggiosa, mi pare, e ormai essendomi data totalmente a Nostro Signore, non mi importa più di nulla!.

A Josefa Menedez (4)
La Madonna è venuta mentre durante la meditazione chiedevo a Nostro Signore perdono e amore. «Figlia mia - mi ha detto - non rattristarti così! Non sai ciò che Gesù è per te? E’ utile che tu soffra in silenzio, ma senza angustiarti; che tu ami molto, ma senza considerare se ami e senza sapere che ami. Se cadi, non affliggerti troppo. Siamo ambedue lì per rialzarti e io non ti abbandonerò mai!». Le spiegai che la maggiore mia sofferenza sta nel non poter seguire interamente la vita comune e che ho paura di essere osservata. «Non dimenticare che questo è per le anime. Il nemico mette tanto accanimento per farti tornare indietro perché vede in te come un ruscello che, nel suo corso, trascinerà le anime a Gesù». Le ho chiesto di benedirmi e di non lasciarmi sola, poiché sa quanto sono debole! «Si, ti benedico e ti amo!». Il giorno seguente, martedì 7 dicembre, riappare: «Se vuoi consolare Gesù, ti dirò ciò che Gli piace: offrirai tutto per le anime, senza alcun tuo interesse, ma unicamente per la gloria del suo Cuore». E aggiunge precisando l'atto da compiere: «Finché non ti dirò di cessare, reciterai ogni giorno nove Ave Maria con le braccia in croce. Lo farai umiliandoti e riconoscendo il tuo nulla, ma nello stesso tempo adorerai la divina volontà, lasciando al tuo Creatore piena libertà di disporre di te come vorrà. Confida nel suo Cuore e in Me, che ti sono Madre».

A Josefa Menedez (5)
Alla Messa di mezzanotte [a Natale] ero già in mezzo alla Cappella per andare alla sacra Mensa, quando vidi venirmi incontro la Madonna. Teneva tra le braccia Gesù Bambino ricoperto di un velo bianco che tolse dopo che ebbi fatto la Comunione: Egli aveva una camicina bianca e le manine incrociate sul petto ... Ritornata al mio posto la Madonna si è di nuovo avvicinata a me, ha sollevato leggermente il Bambino disteso tra le sue braccia. Egli ha aperto le braccine e ha accarezzato sua Madre. Quindi con la manina destra sembrò cercare la mia che Gli porsi: afferrò il mio dito e lo tenne stretto con la mano. Un profumo delizioso li circondava ambedue. La Madonna mi sorrideva e mi disse: «Figlia mia, bacia i piedi di Colui che è il tuo Dio e sarà il tuo compagno inseparabile se tu non Lo respingi. Non temere... accostati, è tutto Amore!». Gli baciai i piedini ed Egli mi guardò; poi incrociò sul petto le braccine. Allora la Madonna Lo ricoprì col suo velo. Ella mi guardò ed io Le chiesi la sua benedizione: me la' diede posandomi la mano sulla fronte e disparvero.

A Josefa Menedez (6)
Ho invocato tutto il giorno la Madonna perché mi liberasse. Ad un tratto, durante l'adorazione del pomeriggio, mi sono trovata in una grande pace. La Madre celeste è li, sorridente con materna bontà: «Eccomi, figlia mia – dice - occorre che tu soffra. Ma l'amore e la sofferenza tutto possono ottenere... Non stancarti, è per le anime!».

A Josefa Menedez (7)
La Madonna: «Ciò che soprattutto temo, è che tu non sia abbastanza aperta con la tua Madre e così tu non ti accorga dei lacci del nemico. Non lasciarti andare, Josefa. Veglia sui tuoi pensieri per non dar adito alla tentazione. E se provi in te stessa qualche compiacenza, dilla subito ed umiliati. Ti raccomando di nuovo di essere molto semplice con la tua Madre. E l'unico modo per preservarti dalle astuzie diaboliche».

A Josefa Menedez (8)
Sono salita all'oratorietto della Madonna in noviziato per supplicarla di non lasciarmi cadere. Subito Ella è comparsa e molto maternamente mi ha detto: «Figlia mia voglio darti un insegnamento di grande importanza. Il demonio è come un cane furioso, ma ha la catena, cioè una libertà limitata. Non può dunque afferrare e divorare la preda, se non quando questa si avvicina a lui e, per attirarla, la sua tattica abituale è di trasformarsi in agnello. L'anima inesperta gli si avvicina a poco a poco, e comprende la sua malizia solo quando egli sta per afferrarla. Allorché ti sembra lontano, tu, figlia mia, vigila, poiché i suoi passi sono taciti e dissimulati, per riuscire inosservati».

A Josefa Menedez (9)
Josefa si riferisce alla tentazione diabolica che l'ha spinta a tentare di bruciare il diario dei dialoghi con Gesù.
Ringraziai nuovamente [la Madonna] del quaderno ritrovato. «Che cosa volevi dunque farne?», [domanda la Madonna]. Con dispiacere le ho detto la verità: Ahimé, stavo per bruciarlo! «Sono io che ti ho impedito di farlo, figlia mia. Quando Gesù pronunzia una parola, tutto il cielo l'ascolta con ammirazione». Le ho chiesto perdono e l'ho ringraziata di non aver permesso che quel quaderno andasse perduto. «Quando l'hai gettato, l'ho raccolto Io... Le parole di mio Figlio, - aggiunge qualche giorno dopo, - non le lascio qui in terra che per il bene delle anime, altrimenti le riporto in cielo». […] Pensavo fino a qual punto la Madonna mi ama e di qual tenerezza mi circonda. «Ah, figlia mia, come potrei non amarti? Mio Figlio ha sparso il suo sangue per tutti gli uomini... tutti sono figli miei. Ma quando Gesù fissa il suo sguardo su un'anima, Io riposo in essa il mio cuore». (p.61)

A Josefa Menedez (10)
Le raccontavo tutto quello che mi accade ma non l'aspettavo affatto, quando ad un tratto e venuta come una Madre, così buona! «Ascolta, figlia mia, non badare a ciò che senti. Credi: più forte è la tua ripugnanza, più acquisti meriti agli occhi di mio Figlio. Vigila su questi tre punti, che sono quelli per cui il nemico cerca di farti cadere: prima di tutto, non lasciarti trascinare dagli scrupoli ch'egli ti suggerisce allo scopo di farti abbandonare la Comunione. Poi, quando mio Figlio ti chiede qualche atto di umiltà, o altra cosa, devi compierlo con molto amore, ripetendogli di continuo: Signore, tu sai quanto ciò mi costi... ma Tu, prima di me! In terzo luogo, non far caso della suggestione diabolica, la quale vorrebbe farti credere che la tua confidenza verso la Madre toglie qualche cosa alla tenerezza per Gesù. Se il demonio vince su questo punto, ha tutto guadagnato. Apri con fiducia l'anima tua e ama la Madre senza timore; manifestaLe con grande semplicità tutto ciò che pensi, ciò che ti agita, ciò che ti turba. Anche Gesù in terra ha voluto amare quelli che gli rappresentavano il Padre, e si compiace quando sei aperta e semplice. Soprattutto non dimenticare di non lasciare mai la Comunione».

A Josefa Menedez (11)
La SS.ma Vergine venne ad un tratto e con tenerezza mi disse: «Non preoccuparti, figlia mia, e di' alla Madre [superiora] di non temere di niente. Questo tuo dolore è una scintilla del Cuore di mio Figlio! Quando si fa sentire più acuto, offrilo generosamente: vuol dire che in quel momento un'anima lo ferisce profondamente. Non temere di soffrire: è un tesoro per te e per le anime!». Mi benedisse e sparì.

A Josefa Menedez (12)
[Nella notte, verso le due, ad un tratto è comparsa la Madonna]. Io le ho parlato di quell'anima, supplicandola di voler chiedere a Gesù di allontanare da lei l'occasione del peccato e di infonderle la forza di rimettersi sul retto cammino. I Suoi occhi si sono riempiti di lacrime e ha detto: «E’ caduto molto in basso! Si è lasciato ingannare come un agnello! Ma, coraggio! Fa' tutto quello che mio Figlio ti dice e chiedigli di far pesare su te ciò che merita quel peccatore. Così verrà risparmiato dalla giustizia divina. Non temere di soffrire, non ti mancherà la forza necessaria, e allorché non ne potrai più, Io ti darò coraggio e ti aiuterò. Sono il rifugio dei peccatori: quest'anima non andrà perduta!».

A Josefa Menedez (13)
Quella stessa sera apparve anche la Madonna per affidare Ella pure alla figlia sua un 'anima in pericolo: «Fino a domani - le dice, - vorrei che tu mettessi tutto il tuo fervore a salvare una figliuola che amo!... Gesù la voleva per sé e le aveva dato il tesoro della vocazione, ma ella l'ha perduto con la sua infedeltà. Sta per morire domani, ma purtroppo (ecco quello che mi dispiace) ha respinto il mio scapolare. Quale consolazione sarebbe per il mio cuore di Madre se questa figlia si salvasse!». Mi benedisse e disparve.

A Josefa Menedez (14)
La Madonna: «Se sapessi quanto desidero, Io che ti sono Madre, che tu sia fedele. Ma non rattristarti: la sola cosa che Gesù ti chiede è che ti abbandoni alla sua volontà. Il resto lo farà Lui». Le risposi quanto mi costasse di dover dire tutte queste cose, non soltanto alla Madre assistente, ma ora anche alla mia Superiora. «Più Gesù ti chiede, più devi essere contenta, figlia mia. Davanti ad un capolavoro non è il pennello, ma la mano dell'artista che si ammira. Così, Josefa, se accadesse che grandi cose si compissero per mezzo tuo, non attribuirti nulla, poiché è Gesù che agisce, Lui che vive in te e di te si serve. RingraziaLo per tanta bontà... Sii molto fedele nelle piccole cose e nelle grandi, senza badare se esse ti costano. Obbedisci a Gesù, obbedisci alle Madri e conservati molto umile e abbandonata. Gesù fa sua la tua piccolezza ed io ti sono Madre!».

A Josefa Menedez (15)
[La Madonna appare] piena di tenerezza: «Non temere di soffrire. Se vedessi quante anime si sono ravvicinate al suo Cuore nel tempo della tentazione!».
Mi disse teneramente: «Figlia mia! povera piccola!». Le chiesi perdono e la supplicai di intercedere per me presso Gesù. «Non temere di nulla, Josefa, Gesù ha fatto con te un patto di amore e di misericordia. Tu sei interamente perdonata ed io ti sono Madre».

A Josefa Menedez (16)
Ho visto, bellissima, davanti a me la Madonna. «Non temere di nulla, figlia mia, sono qui Io». Le ho detto quanta paura avevo del demonio che mi tormenta tanto. «Può martoriarti, ma non ha il potere di nuocerti. E furibondo per le anime che gli sfuggono... valgono tanto le anime... Se tu sapessi il prezzo di un'anima!...». Quindi mi ha benedetta aggiungendo: «Non temere di nulla». Le ho baciato la mano e se ne è andata.

A Josefa Menedez (17)
«Non temere, figlia mia, sono la Vergine immacolata, la Madre di Gesù Cristo, del tuo Redentore, del tuo Dio!». [La Vergine, stendendo la mano destra sul capo della figlia sua prosegue:] «Non temere di niente, Gesù è qui per difenderti e così pure la tua Madre». [Poi traccia sulla sua fronte il segno della croce, le dà la mano da baciare e scompare]. 

A Josefa Menedez (18)
[La Madonna:] «Sì, figlia mia, se sei docile e generosa consolerai il suo Cuore ed il mio, e Gesù si glorificherà nella tua miseria». Poi posandomi la mano sul capo ha continuato: «Guarda come il suo Cuore viene oltraggiato nel mondo! Non perdere la minima occasione di riparare in questi giorni. Offri tutto per le anime e soffri con grande amore».
«Rimani in pace, figlia mia. Se lo vuoi, Gesù continuerà a consolarsi in te: lo desidera tanto! Ma non dimenticare che il tuo amore è libero».

A Josefa Menedez (19)
Improvvisamente ho visto la Madonna, bellissima, tutta vestita di luce. Teneva tra le mani un velo e quando ritornai all'inginocchiatoio Ella lo posò sul mio capo. Intorno a Lei vidi apparire come a farle corona molte testoline risplendenti. Si sarebbero detti visetti di bimbi, con gli occhi e il volto illuminati di gioia. Con dolcezza incomparabile Ella mi disse: «Figlia carissima, mentre tu soffrivi queste anime tessevano per te questo velo! Tutte quelle che desideravi hanno lasciato il purgatorio e sono ora in cielo per l'e­ternità! Là esse ti proteggono». Era proprio un quadro incantevole! La Madonna appariva come una Regina, con un aspetto tanto bello, pieno di purezza e di tenerezza. Aveva una tunica d'oro e le mani verginali, così bianche e delicate! E poi quelle anime... quelle testoline così numerose... era magnifico! Non posso dire quale impressione ne ebbi. Con quel velo sul capo e il mio Crocifisso non sapevo che dire... Mi lasciavo inondare di felicità... e non potevo far altro... Quando la Madonna ebbe finito di parlare, le testoline scomparvero una dietro l'altra. Ella mi diede la sua benedizione e disparve anche Lei. Credetti di trovarmi in cielo.

A Josefa Menedez (20)
La Madonna: «Sta' in pace, figlia mia. Non riservarti nulla e non occuparti che del momento presente. Gesù condurrà te e le tue Superiore. Non separarti mai da loro, conservati fedele e sottomessa al volere di mio Figlio, soprattutto nelle ore difficili. Il mio divin Figliuolo vuol servirsi di questo piccolo strumento per la sua gloria e ciò malgrado tutti gli sforzi del nemico».

A Josefa Menedez (21)
La Madonna: «Figlia mia cara, non affliggerti per le tue mancanze. Cadrai ancora più di una volta ma l'amore ti rialzerà sempre, poiché sei sostenuta da uno sposo che ti ama e che è il tuo Dio». Dopo alcuni giorni, la sera della domenica 30 luglio, Maria annuncia alla sua figliuola la croce di Gesù: «Questa notte Egli ti porterà la croce!». E, appoggiandomi la mano sulla spalla aggiunse: «Non considerare la tua piccolezza: pensa al tesoro che ti appartiene; poiché se sei tutta sua, Egli è tutto tuo!».

A Josefa Menedez (22)
Vestita come nel giorno dei miei voti, il capo coronato di diadema, le mani incrociate sul petto e il cuore circondato da una corona di piccole rose bianche. «Questi fiori - disse guardando le novizie inginocchiate attorno alla sua statua - si cambieranno in perle assai preziose per la salvezza delle anime!  Sì, le anime... ecco ciò che Gesù ama di più! Io pure le amo, perché sono il prezzo del suo sangue e quante di esse si perdono! ... Figlia mia, non resistere ai suoi disegni, non rifiutargli niente! abbandonati tutta all'Opera del suo Cuore che non è altro che la salvezza delle anime! […] Non temere, figlia mia! La volontà di Gesù si adempirà! L'Opera sua si farà!».

A Josefa Menedez (23)
La Madonna: «Figlia mia, soffri con coraggio e con forza. La sofferenza ottiene a quell'anima di non cadere in colpe più gravi ancora».
La Madonna: «Figlia mia, quel sacerdote strazia il Cuore di mio Figlio ... Però egli si salverà, ma occorreranno molte sofferenze ancora. Non invano Gesù ne incarica le sue spose... Felici le anime su cui fissa i suoi sguardi per affidar loro questo prezioso deposito!».

A Josefa Menedez (24)
Questa mattina verso le dieci cucivo a macchina, e avevo posato vicino a me la corona, dicendo durante il lavoro qualche Ave Maria. Mi sentivo angustiata come nei giorni scorsi e sfinita per i dolori che mi trafiggevano il capo e il fianco. Non ne potevo più e dicevo a me stessa: Come farei se tutto dovesse continuare così? D'improvviso vidi la Madonna in piedi davanti alla macchina da cucire. Essa rapiva con la sua bellezza ed aveva le mani incrociate sul petto. Con la mano sinistra prese la mia corona dalla parte della croce e, tenendola così sospesa, lentamente la fece passare nella sua mano destra. Allora mi appoggiò tre volte la croce sulla fronte dicendo: «Sì, figliola mia, tu puoi ancora soffrire di più. Tu patisci per le anime, per consolare Gesù!». Senza lasciarmi il tempo di proferir parola, la Madonna rimise la corona sul tavolino della macchina e sparì, lasciandomi nell'anima un gran coraggio di soffrire.

A Josefa Menedez (25)
La Madonna: «Offriti per tergere le ferite che Gli cagionano i peccati del mondo! Tu sai quale gioia provi il suo Cuore quando le anime consacrate si offrono a Lui per consolarLo. […] Figlia mia, vengo a dirti da parte di Gesù, quanta gloria hai dato quest'oggi al suo Cuore... Comprendilo bene... Non pensare a te stessa, ma unicamente alla gloria dei Cuore di Gesù e alla salvezza di molte anime».

A Josefa Menedez (26)
Improvvisamente mi apparve tanto bella! Aveva le mani incrociate sul petto e un velo candidissimo sul capo con riflessi d'oro. Non mi disse che queste parole: «Figlia mia, se vuoi dare molta gloria a Gesù e salvarGli le anime, lasciaLo fare di te ciò che vorrà e abbandonati al suo amore». Mi benedisse, lasciò che Le baciassi la mano e disparve.

A Josefa Menedez (27)
Preparandomi alla Comunione, ho chiesto alla Madonna che volesse proprio Lei far dono di me al suo Figlio ed insegnarmi ad amarLo e consolarLo. Le ho parlato come ad una madre con piena fiducia e dopo la Comunione l'ho supplicata di adorare Gesù per me, d'insegnarmi a ringraziarLo. Improvvisamente Essa è venuta, vestita come due anni fa, con un manto e il velo color rosa pallido. Stava in piedi e sul braccio destro teneva il Bambino Gesù avvolto in un velo bianco, come ieri, ma non si vedeva neppure la sua testolina. Subito mi ha detto con tanta materna bontà: «Guarda, figlia mia, ti porto il tuo Gesù!». E così dicendo L'ha scoperto. «MettiLo proprio in fondo al cuore. Vedi quanto ha freddo! Almeno tu riscaldaLo col tuo amore. E tanto buono e ti ama tanto! Sia Lui solo il re del tuo cuore!». Mentre Essa mi parlava così il Bambino divino stava sempre disteso nelle braccia della Madre e alzava gli occhietti per guardarla e guardava pure me ogni tanto. Ho detto alla Madonna quanto desidero amarLo, ma purtroppo spesso non sono abbastanza fedele a tutto ciò che mi chiede, specialmente quando devo trasmettere ad altri qualcosa a nome suo. Allora Gesù con tenera voce infantile ha detto: «Madre mia, ho chiesto a Josefa di farMi una tunica guarnita di molte anime. Ce ne sono tante che Mi sfuggono... E tu sai quante ne affido alle anime che amo! Se esse rispondono alla mia richiesta daranno al mio Cuore la più grande delle consolazioni!». Subito la Madonna ha soggiunto: «Sì, figliola, dagli delle anime e non lasciarle allontanarsi da Lui... Vedi?... Sta per piangere!...». Le ho detto che questo è l'unico mio desiderio, ma talvolta senza volerlo Gli cagiono dispiacere e Gli resisto perché il demonio mi inganna. «Non temere, figlia mia, Gesù non vuole altro che la tua buona volontà. Sforzati, questo sì, e provaGli così il tuo amore. Sai come lo puoi fare? Gesù ti vuole piccola, molto piccola, tanto piccola da poter stare qui!». [E con la mano indicava a Josefa lo spazio tra il suo cuore e il Bambinello, appoggiato al suo petto]. Essa sorrideva dicendo così e il santo Bambino sorrideva con Lei guardandola. «Tu non sai quanto ci starai bene!» - continuò la Madonna. E Gesù agitando le braccine diceva: «Prova, Josefa, e vedrai!». Vedendoli tutt'e due così buoni ho di nuovo chiesto perdono delle mie resistenze, di quello che mi passa per la testa nei momenti di tentazione ... La Santissima Vergine mi ha risposto: «Sì, è vero, in certi momenti sei molto ingrata! Sai perché? Tu pensi più a te stessa che a Gesù! Non badare a ciò che ti costa, ma daGli prova del tuo amore facendo tutto quello che ti chiede. Se ti dice di parlare, parla; se ti dice di tacere, taci; se ti dice di amare, ama. Che t'importa il resto se Egli prende cura di te?». Le ho promesso di obbedire e siccome Ella faceva l'atto di ricoprire il Bambinello, come per partire, le ho chiesto il permesso di baciarGli i piedi!. «Sì, baciali». Mentre li baciavo Gesù faceva scorrere la sua manina sul mio capo, con molta dolcezza ... Ho anche baciato la mano della Madonna. Essa ha ricoperto Gesù Bambino dicendomi: «Addio, figliola! Non dimenticare la piccola tunica! RiscaldaLo e daGli anime!». Poi sono scomparsi.

A Josefa Menedez (28)
[Josefa, per amore di Gesù, obbedisce con fatica al compito di scrivere anche le dure prove che sta attraversando; la Madonna le appare e dice:] «Perché hai vinto le tue ripugnanze per amore, il cielo si è aperto per l'eternità ad un'anima la cui salvezza era in pericolo. Se sapessi quante anime possono essere salvate da questi piccoli atti!». Ella è così buona e materna che ho avuto l'ardire di confidarLe parecchie cose e mi ha risposto: «Gesù vuole che, finché tu vivi, le sue parole rimangano nascoste. Dopo la tua morte saranno conosciute da un capo all'altro della terra e molte anime alla loro luce si salveranno per la via della fiducia e dell'abbandono al Cuore misericordioso di Gesù … Figlia mia, non ti spaventare: l'opera di Gesù deve essere fondata sopra molta sofferenza e molto amore ... Non temere: Gesù è onnipotente ed è Lui che agisce! E’ forte, ed è Lui che vi sostiene! E’ misericordioso, ed è Lui che vi ama! … Egli conosce ciò che sta nell'intimo dei cuori e dispone Lui tutte le circostanze. Se a volte ti sembra che i suoi piani vengano ostacolati, è perché vuol custodirti così molto umile e molto piccola … Certo, tu sei ben misera, ma è proprio a causa di questa tua miseria che Gesù ha compassione di te e ti mette al sicuro in fondo al suo Cuore, affinché nulla possa nuocerti. Figlia mia, umiliati nella tua piccolezza e nella tua miseria, ma confida in Lui, perché ti ama e non ti abbandonerà mai. Tutta la tua ambizione sia di darGli molte anime, molta gloria, molto amore!». Le chiesi di benedirmi ed Ella tracciò sulla mia fronte con due dita il segno di croce dicendo: «Sì, ti benedico con tutto il cuore». E scomparve.

A Josefa Menedez (29)
[La Madonna appare verso sera mentre Josefa è occupata a cucire; dice la Vergine Maria:] «Volevi chiedermi qualche cosa? Che desideri?». [Josefa risponde che vorrebbe saper pregare Gesù nel modo più gradito al Cuore divino]. «Te lo insegnerò. Sali nella tua cella e là scriverai!». [Appena è entrata nella sua cameretta, la Madonna la raggiunge:] «Ciò che più piace a mio Figlio è l'amore e l'umiltà. Perciò scrivi: "O mio dolcissimo e amatissimo Gesù, se tu non fossi il mio salvatore non oserei venire a te! Ma tu sei il mio salvatore e il mio sposo, e il tuo Cuore mi ama con tenerissimo ed ardentissimo amore, come nessun altro cuore è capace di amare. Vorrei corrispondere a questo amore che tu hai per me e vorrei avere per te, che sei il mio unico amore, tutto l'ardore dei serafini, la purezza degli angeli e delle vergini, la santità dei beati che ti posseggono e ti glorificano in cielo. E se potessi offrirti tutto questo, sarebbe ancora troppo poco per lodare la tua bontà e la tua misericordia. Perciò ti presento il mio povero cuore, così com'è, con tutte le sue miserie, le debolezze e i buoni desideri. Degnati purificarlo nel sangue del tuo Cuore, trasformarlo, infiammarlo tu stesso di un amore puro e ardente. In tal modo questa povera creatura, incapace di ogni bene e capace di ogni male, ti amerà e ti glorificherà come i serafini più infiammati del cielo. Ti supplico, infine, dolcissimo Gesù, di dare all'anima mia la santità stessa del tuo Cuore, o meglio d'immergerla nel tuo Cuore divino affinché in esso ti ami, ti serva, ti glorifichi e in lui s'inabissi per tutta l'eternità! Ti chiedo questa grazia per tutte le persone che amo. Possano esse darti per me la gloria e l'onore di cui le mie offese ti hanno privato" ...». [Josefa chiede una giaculatoria da poter ripetere durante il lavoro:] «RipetiGli queste parole che gli faranno piacere: O mio sposo che sei anche il mio Dio, fa' che il mio cuore sia una fiamma di puro amore per te! Ed ogni sera, prima di addormentarti tu gli ripeterai questa preghiera con molto rispetto e fiducia: "Tu conoscesti la mia miseria prima di fissare i tuoi occhi su di me e tu non hai distolto da essa il tuo sguardo... anzi, a cagione di essa mi hai amata con amore ancor più tenero e delicato. Ti chiedo perdono di aver oggi tanto mal corrisposto al tuo amore! Ti supplico di perdonarmi e di purificare le mie azioni nel tuo sangue divino! Ho un vivo dolore di averti offeso perché sei infinitamente santo. Mi pento con tutto il cuore e ti prometto di fare il possibile per non ricadere nelle stesse colpe". Poi, figlia mia, addormentati in pace e con gioia».

A Josefa Menedez (30)
Fui svegliata da un leggero rumore e subito vidi [la Madonna] vicina al mio letto: teneva la croce appoggiata al braccio destro. «Sì, figlia mia, sono Io, che vengo ad affidarti la croce di Gesù. Bisogna consolarlo perché molte anime l'offendono. Una soprattutto ricolma il suo Cuore di amarezza! … Ora custodisci questo prezioso tesoro, e prega per le anime».

A Josefa Menedez (31)
Ho visto presso la croce la Madonna in piedi, che guardava Gesù. Aveva una veste violacea e un velo dello stesso colore. Ha detto con voce addolorata, ma ferma: «Vedi, figlia mia, fino a che punto l'ha ridotto l'amore per le anime! Colui che tu contempli in uno stato tanto triste e pietoso è il mio divin Figlio: l'amore lo conduce alla morte! ... l'amore lo spinge ad unire tutti gli uomini in un vincolo fraterno dando loro la propria Madre».

A Josefa Menedez (32)
[Durante la notte di Pasqua, verso le due e mezza, la Madonna appare ad un tratto, in tutto lo splendore della sua bellezza e dice:] «Figlia mia, il mio Figlio, il tuo divino sposo, non soffre più! E’ risuscitato e glorioso!... Le sue piaghe sono ormai la sorgente a cui le anime attingeranno grazie senza numero e la dimora in cui le più miserabili troveranno asilo. Preparati, figlia mia, ad adorare queste piaghe gloriose!». [Detto ciò la Madonna disparve e Josefa scrive:] Non so esprimere la mia pena vedendola allontanarsi... avrei voluto volare al suo seguito per non restare sola... ma non l'ho più vista ....

A Josefa Menedez (33)
[La Madonna viene e Josefa subito le raccomanda un'anima in pericolo. Risponde la Vergine Maria:] «Soffrire! Soffrire! Ciò che ha gran valore bisogna acquistarlo a caro prezzo … Quest'anima si salverà! Offri tutte le tue sofferenze a questo scopo e abbandonane il risultato e la gloria a Dio Solo! Ma te lo ripeto, figlia mia, quest'anima non si perderà!». [Allora con bontà, ma con fermezza, le fa intravedere la prospettiva di un prossimo sacrificio]. «Non stupirti, figlia mia. Le vie di Dio sono imperscrutabili agli occhi delle creature... Non temere: questo sacrificio è necessario per l'anima tua e per molte altre. Gesù ti ama, vivi solo per Lui!».

A Josefa Menedez (34)
[La Madonna:] «Il cammino che percorri è quello del mio Figliolo. Ringrazialo di farti andare con lui ... tu parteciperai più di una volta alle angosce del suo Cuore, ma nella sua pace! … Non temere di soffrire, poiché così attirerai nuove grazie sulle anime... Rimani nella gioia e il tuo esterno sia riflesso della pace che è in te! … Gesù ti conosce, figlia mia: sa quello che sei e ti ama così! Le tue miserie non scompariranno affinché tu possa sempre vincerti e lottare. Umiliati senza scoraggiarti. Tu hai già fatto l'esperienza del suo Cuore! Egli chiede e vuole la miseria e il nulla per dar luogo alla sua misericordia e bontà, che consumano e trasformano tutto. E tanto buono!... Ah! se le anime lo conoscessero, come l'amerebbero di più!». [E benedicendola dice prima di sparire:] «Pace e gioia, figlia carissima, umiltà e amore!».

A Josefa Menedez (35)
[La Madonna:] «Non impaurirti, figlia mia. Nulla ti chiede senza darti la grazia. E poi per vincere le tue ripugnanze ricordati che quanto ti comunica l'effetto della sua bontà e del suo amore per le anime». Le ho detto quale terrore mi lascia tutto quello che vedo e ascolto [nelle visioni dell'inferno]. «Non temere! Ogni volta che Gesù permette che tu soffra quelle pene, tu devi ricavarne un triplice frutto. In primo luogo un grande amore e una viva riconoscenza verso la Maestà divina che, malgrado le tue colpe, ti preserva dal cadere eternamente in quel baratro. In secondo luogo una generosità illimitata e uno zelo ardente per la salvezza delle anime, desiderando guadagnarne molte con i tuoi sacrifici e con le tue più piccole azioni, perché tu sai bene che è ciò che più Gli piace. Infine la vista di quel numero incalcolabile di anime imprigionate per tutta l'eternità, di quelle anime di cui neppure una può fare un solo atto d'amore ... deve eccitarti, tu che puoi amare, a far salire a Dio un incessante inno d'amore che copre il clamore di quelle continue bestemmie. Figlia mia: grande generosità per la salvezza delle anime, e molto amore! Lascialo fare di te ciò che vuole, lascialo compiere l'Opera sua!». Mi ha benedetta: io le ho baciato la mano, ed è scomparsa.

A Josefa Menedez (36)
[Ad un tratto la cella si riempie di splendore e Maria si mostra]. «Sono sempre con te! Se sarai fedele, figlia mia, senza mai appoggiarti su te stessa, ma solo su Gesù, Egli ti darà la forza, Egli ti aiuterà... e ti aiuterò anch'io! Ricordati ciò che ti ha detto la tua beata Madre [fondatrice]. Nella sofferenza Gesù si riposa in te: perché dunque temere? Abbandonati alla volontà di Dio: tu adesso non puoi comprendere la gioia che proverai durante tutta l'eternità nel vedere tante anime salvate da te con i piccoli atti di virtù e con i tuoi sacrifici. Coraggio! La vita è un niente, e i tuoi giorni scorreranno come un lampo. Profittane e riempili dando al Cuore del tuo divino Sposo questa gloria di abbandonarti totalmente alla sua volontà e al suo beneplacito. Vivi della sua pace e del suo amore, vivi sotto il suo sguardo, e lascialo fare!». Ha steso la mano per benedirmi ed è scomparsa.

A Josefa Menedez (37)
[La Madonna:] «Figlia mia, vengo ad ornarti coi gioielli del tuo Sposo … preparaGli la via con atti di umiltà, di sottomissione, di amore. Addio. Vi aiuterà perché si tratta dell'Opera sua. Fiducia e coraggio, sottomissione e umiltà, amore e abbandono!».

A Josefa Menedez (38)
[Nella festa dell'Assunzione la Madonna si mostra in tutta la sua bellezza e dice:] «Figlia mia, non scoraggiarti per la tua debolezza: confessala con umiltà, ma non perdere fiducia, perché sai bene che a motivo della tua miseria e della tua indegnità Gesù ha fissato su te il suo sguardo ... Molta umiltà, ma molta fiducia!». [E alludendo alle raddoppiate persecuzioni del demonio:] «Non temere, esso non può far altro che moltiplicare per te l'occasione di grandi meriti. Io ti difendo, e Gesù non ti abbandonerà mai!». [Allora Josefa, distogliendo il pensiero da se stessa, non pensa più che alla gioia della Madre Immacolata di cui il mondo intero ha in quel giorno celebrato l'entrata in cielo. Maria sembra esultare a quel ricordo che è per Lei la beatitudine dell'eterno presente]. «Sì, proprio in questo giorno la gioia piena e perfetta è cominciata per me, poiché durante tutta la mia vita l'anima mia fu trafitta da una spada». Le ho chiesto se la presenza di Gesù Bambino, così piccolo e così bello, non fosse stata per lei una immensa consolazione. «Figlia mia, ascolta, fino dalla mia infanzia ebbi conoscenza delle cose divine e delle speranze riposte nella venuta del Messia. Così, quando l'Arcangelo mi annunziò il mistero dell'Incarnazione e mi vidi scelta per madre del Redentore degli uomini, il mio cuore sebbene pienamente sottomesso al volere di Dio fu sommerso in un torrente di amarezza, perché sapevo tutto quello che il tenero e divino Bambino doveva soffrire, e la profezia del vecchio Simeone non fece che confermare le mie angosce materne. Tu puoi quindi figurarti quali dovevano essere i miei sentimenti nel contemplare le attrattive di mio figlio, il suo volto, le sue mani, i suoi piedi, tutta la sua persona, che sapevo dovevano essere un giorno così crudelmente maltrattati. Io baciavo quelle mani e mi sembrava che le mie labbra si impregnassero già del sangue che un giorno sarebbe sgorgato dalle loro ferite. Baciavo i suoi piedi e li contemplavo già confitti alla croce. Ravviavo la sua meravigliosa capigliatura e la vedevo coperta di sangue, ingrovigliata nelle spine della corona. E quando, a Nazaret, Egli fece i primi passi e mi corse incontro con le braccia aperte, non potei trattenere le lacrime al pensiero di quelle braccia stese sulla croce dove doveva morire! Quando giunse all'adolescenza apparve in Lui un tale insieme di grazia affascinante che non lo si poteva contemplare senza restare rapiti. Ma il mio cuore di madre si stringeva al pensiero dei tormenti di cui provavo in anticipo la ripercussione ... Dopo la lontananza dei tre anni della vita apostolica, le ore della passione e della sua morte furono per me il più terribile dei martiri. Quando il terzo giorno, Lo vidi risuscitato e glorioso, certo la prova cambiò aspetto poiché Egli non poteva più soffrire. Ma quanto dolorosa doveva essere la separazione da Lui! ConsolarLo, riparare le offese degli uomini era allora il mio solo sollievo. Ma che lungo esilio! Quali ardori divampavano dal mio cuore! come sospiravo l'istante dell'eterna unione! Ah, che vita senza Lui! Che luce ottenebrata! Che unione desiderata! E come tardava a venire! Giunta al settantatreesimo anno l'anima mia passò come un lampo dalla terra al cielo. Dopo tre giorni gli angeli raccolsero la mia salma e la trasportarono in trionfo di giubilo per riunirla all'anima. Quale ammirazione, quale adorazione, quale dolcezza quando i miei occhi videro per la prima volta nella sua gloria e nella sua maestà in mezzo alle schiere angeliche il mio Figlio e il mio Dio! Che dire poi, figlia mia, dello stupore che mi invase alla vista della mia bassezza che veniva coronata di tanti doni e circondata da tante acclamazioni? Non più tristezza ormai, non più ombra alcuna!... Tutto è dolcezza, gloria, amore! ... Tutto passa, figlia mia, e la beatitudine non ha fine. Soffri ed ama: mio Figlio tra poco coronerà i tuoi sforzi e le tue fatiche. Non temere: Egli ed Io ti amiamo … Rimani fedele a Gesù e non rifiutarGli niente. PreparaGli il cammino con i tuoi piccoli atti, poiché presto verrà. Coraggio! Generosità e amore! L'inverno della vita è breve e la primavera sarà eterna».

A Josefa Menedez (39)
[La Madonna:] «Sì, dammi il tuo cuore e lo custodirò; dammi le tue attività e le trasformerò; dammi il tuo amore, la tua vita, ed Io trasmetterò tutto a Gesù». [Quindi avvicinandosi e alzando sulla fronte di Josefa la mano:] «Ti benedico con tutto il mio cuore di Madre. Questa benedizione ti infonda coraggio e generosità per adempiere in tutto  la volontà di Gesù. Che cosa puoi temere se in Lui confidi, figlia mia? Non sai che è onnipotente, che è buono, che è tutto amore?...». [Sono vicini i giorni del ritiro annuale, e questi costituiscono tutta la sua speranza. Ella li affida alla sua Madre, domandandole aiuto. Maria risponde:] «Se vuoi che l'anima tua profitti pienamente di questi giorni di grazie, devi prepararti ripetendo spesso la preghiera che mio figlio Ignazio diceva con tanto ardore: "Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà" ... Sì, offri tutto a Gesù perché se ne impossessi e si serva di te secondo il suo beneplacito. Moltiplica anche i piccoli atti di umiltà, di mortificazione e di generosità ... In tal modo l'anima tua sarà pronta a ricevere in questi giorni di grazia i favori divini. Non dimenticare che sono gli ultimi esercizi spirituali della tua vita. Lascia dunque che Gesù ti lavori e ti prepari come Gli piace all'unione eterna. Poiché ami le anime, pensa ad esse e lasciati stritolare come è necessario per salvarle». [La Vergine santa guarda a lungo Josefa e poi dice:] «Ricordati, figlia mia, che sei del tutto indegna dei favori di Dio. Ma ringraziaLo perché si compiace servirsi della tua indegnità e del tuo nulla per salvare molte anime manifestando loro la sua misericordia ... Non temere, Gesù ti dirà i suoi desideri e tutto si farà con facilità, semplicemente e umilmente. Quanto siete felici, figlie mie, di essere lo strumento di quest'Opera tra le mani di Dio». [Maria scompare].

A Josefa Menedez (40)
[La Madonna le appare e Josefa le chiede di ripetere con lei: «Mio Dio, ti amo e desidero che tutto il mondo ti conosca e ti ami!». Maria ripeté queste e aggiunse: «perché Tu sei infinitamente buono e misericordioso! Sì, figlia mia, Gesù ha compassione delle anime piccole e miserabili. Le perdona e le ama. La sua bontà l'inclina verso i piccoli e la sua forza sostiene i deboli. Lascia che la tua piccolezza si perda nella sua grandezza! AspettaLo con amore! Sta per venire...».

A Josefa Menedez (41)
[La Madonna appare il giorno dell'Immacolata Concezione e dice:] «Figlia mia, la Chiesa mi loda e mi onora contemplando la mia immacolata concezione. Gli uomini ammirano i prodigi che il Signore ha operato in me e la bellezza di cui mi ha rivestita prima ancora che il peccato originale potesse macchiare l'anima mia. Sì, Colui che è Dio eterno, mi ha scelta per Madre e mi ha ricolmata di grazie singolari di cui nessun'altra creatura è stata mai favorita. Tutta la bellezza che in me risplende è il riflesso delle perfezioni dell'Onnipotente e le lodi che mi si rivolgono glorificano Colui che essendo il mio Creatore, il mio Signore, ha voluto fare di me Sua Madre. Il mio più bel titolo di gloria è di essere immacolata e insieme Madre di Dio. Ma Io mi compiaccio soprattutto di unire a questo titolo quello di Madre di Misericordia e di Madre dei peccatori!». Appena dette queste parole, scomparve.

 


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