"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

GLI APPELLI DI MARIA VERGINE

A Santa Veronica Giuliani (1660-1727)

Santa Veronica Giuliani ebbe straordinarie esperienze mistiche, aventi per tema centrale l'amore di Cristo per noi e l'amore che noi siamo chiamati ad avere per Lui. Ha scritto un monumentale diario delle sue esperienze mistiche (22 mila pagine manoscritte), con l'aiuto diretto della Madonna.

A Santa Veronica (1)

Maria mi disse: "Figlia mia, [quando eri una piccola bambina] tu sei stata a me molto cara, così al mio figlio Gesù. Siamo stati la tua guida; t'abbiamo amato tanto! Ricordati che tu avevi speciale devozione e genio verso di me; ad ogni immagine che tu vedevi, ivi fermavi lo sguardo, ed io a te; e davo nel tuo cuore impulsi d'amore … e tutto il tuo affetto lo ponevi in Gesù mio figlio. Ed Esso, tutto amore verso di te, davati istinto così efficace nel tuo cuore, il quale stava sempre rivolto a Gesù; e tu ben spesso nascostamente venivi davanti alla mia immagine, e dicevi così, più con il cuore che con la lingua. Ma io parlavo a te, e tiravo a me il tuo affetto. Tu mi vedevi in quell'immagine come io fossi vivente in terra, ponesti a me affetto grande; e mi dicevi che io mandassi a te il mio figlio Gesù. Ed anco Esso ti chiamava, e tu dicevi: "Vergine santissima, datemi il vostro figlio, e ditegli che venga con me". Ed io, per contentarti, ti facevo la grazia. In un subito, Gesù veniva con te, e tu gli davi tutto ciò che potevi. Cavavi i coralli dal collo e dalle mani, e li mettevi a Gesù; ed Esso tornava nelle mie braccia tutto contento".

A Santa Veronica (2)
Maria mi disse: "[Figlia mia], nella stanza ove era il Crocefisso, v'era anco un'altra immagine mia, in cui tenevo Gesù, mio figlio, morto in grembo. Tu ti rivoltasti a me, ed io dissi a te: "Figlia mia, stai attenta; tanto il mio figlio che io, ti vogliamo per noi". E tu allora non apprendevi niente; tornavi da me, e spesso, e dicevi: "Santissima Vergine, aiutatemi! Mi sento combattuta; voi vincerete per me". Il combattimento, che tu avevi, era questo: ti volevano nel mondo; ed il tuo genitore faceva quanto poteva per levarti dalla mente il pensiero di religione, e tu ogni dì più avevi ansia di darti tutta a Dio. Venivi da me, ed io dicevo: "Figlia mia, stai forte. Il mondo non fa per te". Queste mie parole restavano nel tuo cuore; ma i contrasti, che tu avesti, furono grandi. Il mondo, i sensi, l'umanità si univano insieme. Il demonio procurava in tutti i modi per levarti da Dio … Tornavi da me, ed io ti facevo coraggio. Ti fortificavo, e ti facevo conoscere il bene".

A Santa Veronica (3)
Maria mi disse: "Ora ti faccio sapere, figlia mia, che [quando tu eri bambina] io accettavo tutte le tue proteste, che tante volte facevi ai miei piedi. T'ho fatto le tante grazie, che tu non le sai. T'ho difeso da' nemici invisibili, da' demoni, ed anco sono stata la guardia dei tuoi sentimenti. Se non fossi stata io, saresti cascata in gran mali. Tutto dì facevi altarini, ed io ti aiutavo; per mezzo di questo tuo esercizio, t'ho levata dai peccati. Ringraziami figlia mia, ed io ringrazierò Dio per te".

A Santa Veronica (4)
Maria mi disse: "Scrivi: quando fosti di nove anni, non potevi più stare né vivere, se non ti concedevano la grazia di comunicarti. Nella prima comunione facesti i patti con Dio ed Egli con te. Ricordati che Dio si fece sentire con grande ardore nel tuo cuore, e pensavi che tutte le creature avessero l'istesso. Con tanta semplicità, tornando a casa, dicesti: "Resta poi sempre questo calore nel cuore? Mi sento abbruciare". Non fu nessuno che ponesse mente a questo tuo dire … ".

A Santa Veronica (5)
Maria mi disse: «Figlia mia, stai attenta a tutto ciò che vedi e capisci, raccontalo tutto al tuo confessore, perché qui vi è un grande mistero che, a suo tempo, si manifesterà … Fa tutto, con l'ordine e la benedizione mia; ed io, ora, intendo di benedire te ed anco il tuo confessore. (Sono) io (che ti) comando, in persona sua … io sono la tua guida, e (per guidarti) mi servo, con te, dell'obbedienza. Tutto ciò che si opera in te, tutto è ordine mio, e tu stai sotto la mia direzione, per ordine espresso di Dio. Sei sposa del mio figlio; (mi) sei figlia fra le più care». Dicendomi così, delle volte mi da qualche caro abbracciamento, mi stringe a sé, e poi mi mostra il suo cuore passato da sette spade, accenna a queste che ho in me e mi dice: «Mira, figlia mia, ivi è l'insegna de' miei dolori; questo significa che sei mia cara» … In queste comunicazioni, pare a me che vi sia una trasformazione dell'anima in Dio. Non so se dico uno sproposito. Per essere così ignorante, non so dire niente di tutto ciò che ho sperimentato in quel punto; e però dico (uso) questa parola: trasformazione.

A Santa Veronica (16
[Promessa alla Madonna:] Io, in persona di tutte queste che qui si sottoscrivono, vi prometto emendazione di vita, puntualità di osservanza, unione di carità, obbedienza esatta; e tutte vi chiediamo la santa benedizione, (e) vi offriamo il nostro cuore con tutti i suoi affetti, e le anime nostre con tutte le loro potenze. Cara mamma, (posteci) sotto il vostro patrocinio, vi preghiamo tutte unitamente, di ottenerci il perdono delle nostre colpe, una vera contrizione, la vostra assistenza in vita ed in morte, e di darci, in quel punto, la vostra santa benedizione. Ve lo chiediamo adesso per allora, ci confermiamo vostre figlie, e tutte ci sottoscriviamo: Suor Teresa, Suor Agnese, Suor Florida, Suor Margherita, Suor Antonia, Suor Angelica, Suor Anna, Suor Veronica, Suor Caterina, Suor Geltrude, figlie e professe di Maria Addolorata.

A Santa Veronica (7)
Maria mi disse: "Figlia mia, sappi che, quando venne l'angelo Gabriele a darmi questo annunzio, da parte di Dio Onnipotente, io stavo nella consapevolezza della mia bassezza e viltà ed è questo che ti raccomando …. Quando mi sentii salutare: «Rallegrati piena di grazia», l'anima mia sentì in sé, per virtù divina, la pienezza di tutte le grazie ... Ma già dal primo istante, che (in cui) fui creata, Iddio aveva adorna quest'anima con tutte le grazie, perché mi aveva eletta per madre del suo unigenito, e per mezzo, di queste grazie, con dono suo singolare, mi creò intatta, e mi mantenne sempre pura e senza macchia di peccato. E ciò fu tutta opera di Dio, puro Amore; e l'Amore prese possesso in me di me, e sempre fui difesa e sostenuta da una vita di amore.

A Santa Veronica (8)
Maria mi disse: "[Dio fece tutto secondo il] disegno che aveva … per avermi eletta e preeletta ad una dignità così sublime. Tutto ciò tenne me in una così profonda umiltà, che (se) superai tutti i santi in tutto, nell'umiltà (in modo più speciale) li passai tutti e tutte le creature. Ti faccio saper questo perché (l'umiltà) fu superiore a tutte le altre virtù, e (per essa) piacqui tanto a Dio, che mi elesse per Madre del suo unigenito Figlio. Nel saluto che mi fece l'angelo, fu a me motivo di umiliarmi il sentirmi infondere, per via di amore, una partecipazione dell'essenza di Dio, ed il divenire l'anima mia, essendo io pura creatura, in un istante, deificata e divinizzata, stante il possesso che prese nelle mie viscere il Verbo divino. Dato (che ebbi) il consentimento alla volontà di Dio, in un tratto, conobbi che, per opera di amore, l'anima mia si unì con l'anima di Gesù, (che), come uomo e Dio insieme, comunicò a me, per via d'amore, l'essere divino. Così restai, in un tratto, non più come creatura umana, ma divinizzata per mezzo del Verbo Divino, che si era in quel punto incarnato nelle mie viscere per opera di amore".

A Santa Veronica (9)
Maria mi disse: "Figlia, io voglio che tu offra te stessa: il tuo corpo con i sentimenti, l'anima con le [sue] potenze, la vita ed il sangue, ad onore del mio figlio, che sii uniforme ad esso, e che sii unita con queste offerte che esso faceva per te, e con ciò che io pure facevo. Per l'avvenire, ogni opera che tu farai, l'unirai sempre con tutte le opere che il mio Figlio stesso, dal primo istante (della sua incarnazione) sino a che spirò sulla croce, sempre offriva al suo Eterno Padre, con sé medesimo, per noi".