"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

Cristo, la Chiesa, l'uomo: "Butterfly Circus"

Per avere un'idea metaforico-artistica di chi siano Cristo, l'uomo e la Chiesa è consigliabile guardare questo breve film di 22 minuti:

THE BUTTERFLY CIRCUS

Il film è commovente al di là di qualsiasi commento. Molti, dopo averlo visto, desiderano rivederlo più volte, riconoscendo immediatamente in questa storia qualcosa di profondamente vero per la propria vita.
Tuttavia occorre andare oltre la prima impressione e tentare di cogliere anche il piano metaforico del film, che allude a qualcosa di più grande ancora di quello che la storia narrata presenta a prima vista.
Chi è infatti questo signor Mendez, fondatore del Circo della Farfalla e geniale valorizzatore delle persone umane 'fallite'? Cosa è in realtà questo singolare Circo che porta resurrezione e felicità dovunque arriva? Cosa è questa strana farfalla che compare in alcuni momenti cruciali del film e le dà anche il nome? Chi è alla fin fine l'uomo senza arti che trova la sua missione nel mondo nell'incontro con Mendez e il suo Circo? Chi sono gli abitanti della baraccopoli dove arriva la luminosa compagnai del circo?

La risposta a queste domande non è difficile per chi abbai vissuto un'esperienza cristiana che abbia toccato la propria vita.
Il signor Mendez è chiaramente una metafora di Cristo stesso: Colui che ama la persona umana, la chiama, la valorizza, la fa risorgere, la inserisce in una compagnia entusiasmante di amici che hanno ritrovato la vita seguendo Lui e stando con Lui.
La farfalla è chiaramente metafora dello Spirito Santo, cioè della presenza di una vita nuova dentro la compagnia di Cristo: Spirito di libertà, di amore, di verità, di infinito.
Il Circo, come si è detto, è metafora della compagnia di Cristo, cioè della sua Chiesa. E' particolarmente significativa l'immagine di questo Circo che si avvicina alla baraccopoli spuntando come un miraggio nel deserto: una compagnia variopinta, dove ogni persona spicca per la sua originalità e allo stesso tempo è inserita in una comunione reale con gli altri e si dedica totalmente alla missione che le è stata affidata a servizio della comunità.
L'uomo senza arti è metafora dell'uomo in quanto tale, che viene al mondo con il desiderio di vivere, di correre, di volare, di scoprire e vivere la grandezza dell'essere, ma viene come bloccato da una incapacità profonda e misteriosa, da una situazione di debolezza radicale. Egli può così capire che l'essere non è una sua conquista, ma è un dono, da chiedere e da mendicare. Egli soprattutto può comprendere che ha bisogno di essere salvato, di essere raggiunto dall'Infinito che si china su di lui per salvarlo. Egli rinasce inq questo incontro e nell'ingresso nella compagnia di Cristo.
Gli abitanti della baraccopoli sono infine metafora dell'umanità stessa, incapace di realizzare se stessa e rovinata dal suo misterioso degrado interiore ed esteriore. essa risorge nell'incontro con Colui che può farla risorgere e impegnare veramente nella vita.
In tutto ciò si iscrive anche il messaggio immediato del film, cioè l'invito a non ritenersi maledetti da Dio, ma invitati da Lui a svolgere con entusiasmo la nostra missione dentro il disegno della Creazione.

Tutti ciò è confermato da una bella intervista all'attore dell'uomo-senza-arti, Nick Vuicic, e da una sua bella produzione audiovisiva, e anche da una intervista all'attore del signor Mendez, Edoardo Verastegui.

Intervista a Nick Vujicic

Testimonianza di Nick Vujicic agli studenti

Video di Nick Vuicic sulla canzone "Something more"

Intervista a Euardo Verastegui

 

 


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