"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

GLI APPELLI DI MARIA VERGINE

A Santa Brigida di Svezia (1302-1373)

Santa Brigida di Svezia, sposata e madre di otto figli, dopo la morte del marito, con il quale aveva condiviso una intensa vita cristiana, ha ricevuto una lunga serie di visioni e rivelazioni del Signore e della Madonna e le è stata assegnata una missione di predicatrice e di profetessa e di fondatrice di un nuovo ordine religioso (Ordine del Santissimo Salvatore).(1)

A Santa Brigida di Svezia (1)
La Madre di Dio, la Santa Vergine Maria, [disse]: «Mio Signore e amatissimo Figlio, nel mio ventre sei stato vero Dio e vero uomo; mi hai santificata con la tua bontà, io che ero un semplice vaso di terra. Ti prego, abbi pietà di loro ancora una volta». Allora nostro Signore rispose alla Madre: «Benedette siano le parole della tua bocca! Essa si è innalzata verso Dio come un profumo aromatico. Tu sei la gloria e la Regina degli angeli e dei santi, poiché hai in un certo qual modo consolato la divinità e rallegrato tutti i santi. E poiché la tua volontà è stata, sin dall'inizio della tua giovinezza, unita alla mia, farò ancora una volta quello che mi chiedi».

Io sono la Regina del cielo. Bisogna cercare con cura il modo in cui lodarmi. Siate certi che qualsiasi lode a mio Figlio è una lode anche a me, e che quanti l'onorano onorano anche me. Infatti ci siamo amati vicendevolmente con tanto fervore che siamo stati un cuore solo; egli ha onorato in modo particolare me che ero un semplice vaso di terra, e mi ha esaltata al di sopra degli angeli. È questo dunque il modo in cui dovete lodarmi: Benedetto sii tu, Dio! Creatore di tutte le cose, che ti sei degnato di scendere nel seno della Vergine Maria senza disagio, e di assumere da lei una carne umana senza peccato! Benedetto sii tu, Dio! che ti sei incarnato nella Vergine Santa e sei nato da lei senza peccato, colmando di sussulti di gioia ineffabile la sua anima e tutte le sue membra! Benedetto sii tu, Dio! che hai rallegrato la Vergine Maria, tua Madre, dopo l'Ascensione, dandole tante meravigliose consolazioni, e che l'hai visitata consolandola in modo divino! Benedetto sii tu, Dio! che hai portato in cielo il corpo e l'anima della Vergine Maria, tua Madre, e che l'hai posta con onore accanto alla divinità, al di sopra di tutti gli angeli. Abbi misericordia di me grazie alle mie preghiere innamorate.

A Santa Brigida di Svezia (2)
Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... Da quando, all'inizio dell'infanzia, conobbi il Signore, fui sempre attenta e timorosa per la mia salvezza e la mia obbedienza a lui. Quando seppi che Dio era il mio creatore e il giudice di tutte le mie azioni, l'amai intimamente; in ogni momento temetti di offenderlo con le mie parole e le mie azioni. Poi, quando seppi che aveva dato la legge e i suoi comandamenti al popolo, e che con essi aveva compiuto molte meraviglie, decisi risolutamente nella mia anima di non amare altri che lui; e le cose del mondo mi davano grande amarezza. Quando, venni a conoscenza anche del fatto che Dio avrebbe riscattato il mondo e sarebbe nato da una Vergine, mi sentii commossa e animata da così tanto amore nei suoi confronti, che pensavo solo a lui e non desideravo altri che lui … Nel mio cuore nutrivo il desiderio incessante di vivere fino al giorno della sua nascita, per meritare di essere la serva della Madre di Dio, sebbene non mi ritenessi degna di ciò. Dentro di me feci voto di rimanere vergine, se ciò era gradito a Dio, e di non possedere nient'altro al mondo.

A Santa Brigida di Svezia (3)
Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... Dentro di me feci voto di rimanere vergine, se ciò era gradito a Dio, e di non possedere nient'altro al mondo. Ora, se la volontà di Dio fosse stata diversa, avrei desiderato che fosse fatta la sua volontà, non la mia, perché temevo che egli non potesse e non volesse niente che fosse utile per me; per questo, dunque, mi rimisi alla sua volontà. Poiché si avvicinava il tempo della presentazione delle vergini al Tempio, secondo la legge, che i miei genitori rispettavano, venni presentata con le altre fanciulle; dentro di me pensavo che nulla fosse impossibile a Dio; e poiché egli sapeva che non desideravo né volevo altri che lui, poteva conservarmi nella verginità, se ciò gli era gradito; diversamente, che fosse fatta la sua volontà. Dopo avere udito al Tempio ogni disposizione ed essere tornata a casa, bruciavo ancora di più dell'amore di Dio, ed ogni giorno ero accesa da un nuovo fuoco e da nuovi desideri di lui. Per questo mi allontanai più del consueto da tutti, rimanendo sola giorno e notte …

Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... In estasi, vidi tre meraviglie: un astro, ma non come quello che splende in cielo; una luce, ma non come quella che brilla nel mondo; e sentii un profumo, ma non come quello delle erbe o di qualche sostanza aromatica, bensì soavissimo e ineffabile, un profumo di cui fui colma; ed ebbi un fremito di grande gioia. A quel punto, udii una voce profonda, ma non era una voce umana; e, dopo averla sentita, ebbi il timore che fosse stata un'illusione. D'improvviso mi apparve un angelo, simile a un uomo bellissimo, ma non di carne, che mi disse: «Ti saluto, piena di grazia...». Dopo averne udito le parole, cercai di capirne il significato, o il motivo per cui mi avesse salutato in questo modo, poiché ero persuasa di essere indegna di una cosa simile e di qualsiasi bene mi venisse offerto, ma non ignorai il fatto che nulla era impossibile a Dio, e che egli poteva fare di me ciò che desiderava.

A Santa Brigida di Svezia (4)
Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... Dopo aver udito l'angelo, provai un immenso desiderio di essere la Madre di Dio, e mi sentii ricolma di un grande amore; la mia anima parlava con uno smisurato amore incomparabile. Per questo pronunciai le parole: 'Sia fatta in me la tua volontà'. A queste parole, il Figlio di Dio fu immediatamente concepito nel mio seno; la mia anima avvertì una gioia ineffabile e tutte le membra del mio corpo ebbero un sussulto. Lo custodivo in me e lo portavo senza dolore, senza pesantezza, senza disagio; mi umiliavo in ogni cosa, sapendo che colui che portavo in me era onnipotente. Quando lo diedi alla luce, lo partorii senza dolore e senza peccato, così come l'avevo concepito, ma con una tale gioia nello spirito e nel corpo che i miei piedi quasi non toccavano la terra. E così come era entrato in tutte le mie membra con la gioia universale della mia anima, allo stesso modo ne uscì senza ledere la mia verginità, mentre le mie membra e la mia anima trasalivano di gioia ineffabile.

A Santa Brigida di Svezia (5)
Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... Considerando e ammirando la bellezza [del Figlio di Dio], la mia anima era colma di gioia, poiché sapevo che ero indegna di un simile Figlio … Quando guardavo le sue mani e i suoi piedi nel punto in cui sarebbero stati conficcati i chiodi, poiché avevo sentito che, secondo i profeti, sarebbe stato crocifisso, i miei occhi si scioglievano in lacrime, e la tristezza mi straziava il cuore. E quando mio Figlio mi vedeva così sconsolata e lacrimosa, si rattristava tantissimo. Ma quando pensavo alla potenza divina, mi consolavo di nuovo, poiché sapevo che Dio voleva ciò e che era opportuno che le profezie si avverassero; allora conformavo la mia volontà alla sua; così il mio dolore si fondeva sempre con la gioia.

A Santa Brigida di Svezia (6)
Io che sono umilissima siedo in un luogo spazioso, e sopra di me non ci sono né la luna né il sole, bensì una serenità inestimabile e meravigliosa, che deriva dalla maestà divina. Sotto di me non ci sono né terra né pietre, ma un incomparabile riposo in seno alla divina verità. Accanto a me non ci sono mura, ma la gloriosa compagnia degli angeli e delle anime beate. Sebbene io sia seduta così in alto, odo i gemiti e vedo le lacrime dei miei amici sulla terra … andrò a visitarli e li metterò sul mio trono, che è spazioso e può contenerli tutti … li guiderò; li assisterò durante il trapasso affinché, nella morte, trovino conforto e consolazione. Li terrò accanto a me sul trono della gioia celeste, perché, con dilettazione perpetua e gloria eterna, riposino per sempre con gioia inesprimibile.

La Santa sposa Brigida vede la Madre di Dio, Regina del cielo, che porta sul capo una corona inestimabile. I suoi capelli, luminosi e bellissimi, ricadono sulle spalle. La Vergine indossa una tunica d'oro scintillante e un mantello blu come il cielo; Brigida cade in un'estasi contemplativa, come se la vita interiore l'alienasse da se stessa. D'un tratto le appare San Giovanni Battista, che le dice: «La sua tunica d'oro simboleggia che ha provato un amore e una carità ardenti, sia interiormente che esteriormente. Suo Figlio ha posto nella sua corona sette gigli, il primo è la sua umiltà; il secondo il timore; il terzo l'obbedienza; il quarto la pazienza; il quinto la serenità; il sesto la dolcezza, poiché dare a chiunque chieda si addice a coloro che sono dolci; il settimo è la misericordia nel bisogno: in qualsiasi necessità si trovino gli uomini, essi si salvano se la invocano».

A Santa Brigida di Svezia (7)
«Pensa, figlia mia», diceva la Vergine Maria, «alla Passione di mio figlio, le cui membra sono state quasi le mie membra, e il cui cuore è stato quasi il mio cuore: poiché lui, come gli altri figli, ha abitato nel mio seno, ma è stato concepito con un amore fervente per amore divino … Avevo l'impressione che metà del mio cuore uscisse da me, e quando egli soffriva, provavo il suo dolore, come se il mio cuore sopportasse i suoi tormenti. Infatti, così come, se si punge la parte esterna di una persona, ne risente anche il suo interno, così quando mio Figlio veniva percosso e flagellato, lo stesso provava anche il mio cuore. Io sono stata anche colei che gli è rimasta più vicino durante la Passione. Non mi sono mai separata da lui e sono restata accanto alla croce; così come ciò che è più vicino al cuore è afflitto più duramente, così il suo dolore era più amaro per me che per chiunque altro. Quando egli mi ha guardato dall'alto della croce ed io gli ho restituito lo sguardo, dai miei occhi sgorgavano fiumi di lacrime; e quando ha visto che ero spezzata dal dolore delle sue piaghe, gli è parso che la sua sofferenza si calmasse. Perciò oso dire che il suo dolore era il mio dolore, poiché il suo cuore era il mio cuore; così come Adamo ed Eva hanno venduto il mondo per una mela, così il mio caro Figlio ed io lo abbiamo riscattato con il nostro cuore».

A Santa Brigida di Svezia (8)
Ci sono tre cose in particolare per cui sono piaciuta a mio Figlio …: l'umiltà … l'obbedienza … la carità … per questo sono stata onorata tre volte tanto da lui … tanto che non c'è virtù divina che non risplenda in me, sebbene egli sia l'origine e il Creatore di tutte le cose. Io sono la creatura cui egli ha concesso una grazia più eminente che a tutte le altre creature. In secondo luogo, ho ottenuto una grande potenza, grazie alla mia obbedienza, tanto che non c'è peccatore, per quanto corrotto, che non ottenga il suo perdono se si rivolge a me con cuore contrito e il fermo proposito di fare ammenda. In terzo luogo, attraverso la mia carità, Dio si avvicina a me a tal punto che chi vede Dio, vede me, e chi vede me, può vedere in me, come in uno specchio più perfetto di quello degli altri, la divinità e l'umanità, e me in Dio; infatti chiunque vede Dio, vede in lui tre Persone; e chiunque vede me, vede tre Persone, dato che il Signore mi ha rinchiuso dentro di sé … Quando due corpi si uniscono, l'uno riceve quello che riceve l'altro: lo stesso succede tra me e Dio, poiché in lui non c'è dolcezza che non sia per così dire in me … Così come in uno specchio si possono vedere tre persone, se fossero presenti, allo stesso modo è possibile vedere nella mia purezza il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, poiché ho portato il Figlio nel mio seno … Sforzati dunque, sposa di mio Figlio! di seguire la mia umiltà e di non amare altri che mio Figlio.

A Santa Brigida di Svezia (9)
La Vergine Maria parlava a suo Figlio, dicendo: «Sii benedetto, Figlio mio, tu che sei senza inizio e senza fine; tu che sei stato l'uomo più abile e più virtuoso che sia mai esistito; tu che sei stato la creatura più degna del mondo!». Il Figlio rispose dicendo: «Madre mia, le parole che escono dalla tua bocca mi sono gradite, e nutrono i pensieri più segreti del mio cuore in modo dolce e soave; tu per me sei più dolce di qualsiasi altra creatura. Sebbene io ami i santi, amo te con amore ancora più ardente, più singolare e più eccelso, perché sono stato generato dalla tua carne … Sii benedetta, perché gli angeli si rallegrano per la tua bellezza; e, grazie alla tua virtù, chiunque ti invochi con cuore puro sarà liberato. Tutti i demoni tremeranno davanti alla tua luce».

A Santa Brigida di Svezia (10)
La Madre di Dio parlava a suo Figlio, dicendo: «Caro Figlio mio, che il tuo nome sia benedetto in eterno con la tua divinità infinita! Nella tua divinità ci sono tre cose meravigliose: la tua potenza, la tua saggezza e la tua virtù. La tua potenza infinita è come un fuoco … La tua saggezza imperscrutabile è come il mare … nessuno può giungere alla conoscenza della tua saggezza … Con quanta saggezza hai creato l'uomo e l'hai formato e messo al di sopra di ogni creatura! Con quanta saggezza hai disposto gli uccelli nell'aria, gli animali sulla terra, i pesci nel mare, dando ad ognuno di loro un tempo e un ordine! Con quanta saggezza hai reso saggi gli stolti, e stolti i superbi! La tua virtù, insigne e prodigiosa, è come la luce del sole che splende in cielo e colma la terra del suo splendore, così come la tua virtù, che sazia le cose del cielo e della terra e le ricolma tutte. Per questo tu sii benedetto, caro Figlio mio! Tu che sei il mio Dio gentile e il mio Signore maestoso!».

Il Figlio rispose: «Madre amatissima, le tue parole sono dolci e piacevoli per me, perché sono pronunciate dalla tua anima, assolutamente bella e pura. Come la bella e bionda aurora, ti alzi al mattino con luminosità e serenità gettando i tuoi raggi su tutti i cieli, e la tua luce e il tuo fulgore superano ogni angelo. Con la grazia ineffabile, hai dolcemente attirato a te il sole, ossia la mia divinità, e poiché il sole della mia divinità è giunto a te, si è legato e unito a te; e sei stata riscaldata più di chiunque altro dal suo calore attraverso il mio amore, e grazie alla mia saggezza divina sei stata illuminata, più di chiunque altro, dal suo splendore. Per merito tuo si sono dissipate le spesse tenebre della terra e tutti i cieli si sono illuminati. In verità ti dico che la tua incomparabile purezza, che mi è piaciuta più di quella degli angeli, ti ha valso la mia adorabile divinità, affinché tu fossi infiammata dal fuoco di questo Spirito divino, con il quale hai rinchiuso in te il vero Dio e il vero uomo, e attraverso cui ogni uomo è stato illuminato».

A Santa Brigida di Svezia (11)
[Il Figlio di Dio disse alla Madre:] Madre mia! Sii benedetta dal tuo Figlio benedetto. Per questo non domanderai nulla che non ti sia concesso; e per merito tuo chi mi chiederà misericordia con il desiderio di correggere i propri errori, riceverà la mia grazia, perché, così come il calore proviene dal sole, allo stesso modo attraverso te giungerà ogni misericordia: perché tu sei come una fontana che si espande ovunque e dalla quale la misericordia sgorga sui malvagi.

A Santa Brigida di Svezia (12)
La Madre rispose nuovamente al Figlio: «Figlio mio, che ogni gloria e ogni virtù siano con te. Tu sei mio Dio e mia misericordia. Tutto ciò che mi è caro è tuo … Ogni misericordia trae origine da te … indicibile e infinita … perché qualsiasi perfezione e qualsiasi beneficio dipende da te». Allora il Figlio disse alla Madre: «Madre mia … chiedi tutto ciò che vuoi, e ti sarà dato, perché tu invochi la mia infinita misericordia con la forza e con le dolci parole della tua bocca». La Madre gli rispose dicendo: «Figlio mio, poiché ho ricevuto ed ottenuto la tua misericordia, oso chiederti misericordia e soccorso per i poveri miserabili. Figlio mio e mio Signore, concedi loro la tua misericordia attraverso le mie preghiere». Il Figlio rispose: «Chiunque invochi il tuo nome e abbia fiducia nelle tue preghiere, con la volontà di correggersi e fare ammenda dei suoi errori, … riceverà il regno celeste, perché avverto così tanta dolcezza nelle tue parole, che non posso rifiutare quello che mi chiedi; poiché anche tu desideri solo ciò che voglio io».

A Santa Brigida di Svezia (13)
La Beata Vergine Maria parlava a suo Figlio dicendo: «Sii benedetto, Figlio mio, tu che sei mio Dio, Signore degli angeli e Re della gloria! Ti prego affinché le parole che hai predicato si radichino nel cuore dei tuoi amici, e si fissino e aderiscano al loro spirito come la pece spalmata sull'arca di Noè con aderenza tale che i venti e le tempeste non poterono distruggerla; e che si propaghino e si spargano per il mondo come ramoscelli e fiori soavi e dolci, il cui odore si esala e si diffonde; che diano frutti, e diventino dolci come il dattero, la cui dolcezza diletta l'anima». L'amato Figlio le rispose: «Sii benedetta, cara Madre mia! Il mio angelo Gabriele ti dice: 'Maria, sii benedetta fra tutte le donne'; io sono la testimonianza certa che tu sei benedetta e che sei santissima al di sopra di tutti i cori degli angeli. Sei come il fiore sbocciato nel giardino: sebbene sia circondato da fiori che emanano diversi profumi ed effluvi, il suo profumo, la sua bellezza e la sua virtù superano quelli di ogni altro fiore».

Il Figlio rispose alla Madre dicendo: «Sii benedetta, tu che sei vergine e madre al tempo stesso! Tu sei l'arca … ed io … sono restato nel tuo ventre ed ho assunto l'umanità da te … Sono tutto terribile e spaventoso per i miei nemici, proprio come il serpente per Mose; poiché mi fuggono, e mi hanno in orrore come un serpente, sebbene sia pieno di ogni misericordia, e sia senza il veleno della perversità. Lascio che mi tengano con loro e mi tocchino, se desiderano farlo; se mi cercano mi volgo a loro; se mi chiamano e invocano il mio aiuto, accorro, come la madre che si affretta dal figlio perso che ha ritrovato; se chiedono perdono per gli errori che hanno commesso, concedo loro la mia misericordia e rimetto i loro peccati. Faccio tutto questo per loro, anche se faccio loro ribrezzo come un serpente».

Il Figlio rispose alla Madre dicendo: «Quando il popolo è passato attraverso il mare, Mose non lo ha condotto subito nella Terra Promessa, ma nel deserto, per istruirlo e metterlo alla prova: allo stesso modo, il mio popolo, ora che ha ricevuto la fede e i miei comandamenti, non sale subito in cielo; prima è necessario che gli uomini siano messi alla prova nel deserto, ossia nel mondo, per vedere e verificare con quale amore amano Dio».

Il Figlio rispose alla Madre dicendo: «Nel deserto il popolo ha provocato e irritato Dio in tre occasioni: in primo luogo quando ha eretto un idolo e l'ha adorato; poi perché ha rimpianto e desiderato le carni di cui si cibava in Egitto; e ancora perché è stato superbo, quando ha voluto salire e combattere contro i nemici, senza la volontà di Dio. Allo stesso modo, ora gli uomini hanno peccato contro di me in questo mondo... Eppure io sono così misericordioso che se si convertiranno a me con cuore contrito, mi volgerò a loro e li riceverò come un padre pio riceve i figli».

Il Figlio rispose alla Madre dicendo: «La verga di Mosè ha fatto sgorgare l'acqua dalla roccia. Questa pietra è il cuore indurito degli uomini, che non appena viene colpito dal timore e dal mio amore, fa sgorgare subito lacrime di contrizione e di penitenza. Nessuna persona, per quanto cattiva, non avverte un fremito in tutte le sue membra tale da spingerla alla devozione, e versa un fiume di lacrime, se si rivolge a me; se pensa alla mia Passione nel suo intimo; se osserva la mia potenza; se soppesa e considera con attenzione la mia bontà, che dà frutti come la terra e gli alberi».

A Santa Brigida di Svezia (14)
Il Figlio rispose alla Madre dicendo: «La manna è stata custodita nell'arca: così come il pane degli angeli, delle anime sante e di quelli che sono giusti sulla terra - cui non piace nulla se non la mia dolcezza, e per i quali tutto il mondo è morto, e che, se solo lo volessi, desidererebbero essere privi della carne corporale - è stato custodito in te, che sei vergine e madre nello stesso tempo. Infine, in quest'arca erano conservate le tavole della legge: come avveniva in te, Madre mia, che custodivi il Signore, il legislatore di tutte le leggi. Per questo Madre mia, sii benedetta fra tutte le cose che sono state create in cielo e in terra».

A Santa Brigida di Svezia (15)
«Figlia mia», diceva la Santa Vergine Maria, «[dopo la deposizione di Gesù dalla croce] ero come una donna che dà alla luce un bambino, e le cui membra tremano dopo il parto; una donna che, sebbene respiri a fatica a causa del dolore, gioisce dentro di sé, per quanto le è possibile, sapendo che il bambino appena nato non soffrirà mai di una simile miseria: allo stesso modo, sebbene io fossi sommamente afflitta per la morte di mio Figlio, mi rallegrai, perché sapevo che non sarebbe morto mai più e che era destinato alla vita eterna; per questo la mia tristezza si confondeva con la gioia. In verità posso dire che, quando mio Figlio fu sepolto, nel sepolcro ci furono due cuori. Non si dice forse che il vostro cuore è là dove si trova il vostro tesoro? Allo stesso modo, il mio cuore e il mio pensiero erano sempre nel sepolcro di mio Figlio, mio tesoro e mio cuore».

A Santa Brigida di Svezia (16)
Io sono colei che è da sempre nell'amore divino, e sin dall'infanzia lo Spirito Santo è stato perfettamente con me. Come esempio, pensa alla noce che cresce quando si sviluppa il guscio esterno; anche il gheriglio all'interno cresce, e in questo modo la noce, sviluppandosi, è sempre piena, e non lascia spazio a nulla di esterno. Allo stesso modo, sin dall'infanzia sono stata colma dello Spirito Santo, ed esso mi ha talmente riempito con grande abbondanza, man mano che crescevo nel corpo e negli anni, che non ha lasciato nessuno spazio vuoto, in modo da non permettere al peccato né di entrare né di stabilirsi in me.

A Santa Brigida di Svezia (17)
Io sono colei che non ha mai commesso un peccato veniale né mortale, perché … il fuoco dell'amore divino bruciava incessantemente nel mio cuore. Anche Dio, benedetto sopra ogni cosa, che mi ha creato con la sua potenza e mi ha colmato di virtù dello Spirito Santo, mi ha amato ardentemente. Il fervore del suo amore è stato tale che mi ha inviato un messaggero per farmi conoscere la sua volontà, ossia che sono Madre di Dio; e avendo saputo che era la volontà divina, d'un tratto il fuoco dell'amore che avevo nel cuore mi ha fatto pronunciare le parole di obbedienza, con cui ho risposto al messaggero: Sia fatta la tua parola; e in quello stesso istante il Verbo si è incarnato in me; così il Figlio di Dio è stato Figlio mio ed abbiamo uno stesso Figlio che è Dio e uomo e, similmente, io sono Vergine Madre.

Gesù è un uomo molto saggio e vero Dio e, abitando nel mio ventre, mi ha dato così tanto discernimento che non solo posso intendere la saggezza di tutti i dottori, ma persino vederla nel loro cuore, poiché Dio me la rende manifesta, e sono in grado di capire se le loro parole sgorgano dalla carità divina oppure dall'artificio della loro scienza.

A Santa Brigida di Svezia (18)
Ora, sono la Vergine che assiste al di sopra del mondo in continua preghiera, come sulle nuvole dell'arcobaleno che sembra tendere verso la terra e toccarla con le estremità. L'arcobaleno sono io, io che, attraverso la preghiera, mi piego e mi abbasso verso gli abitanti della terra, sia buoni sia cattivi. Mi chino verso i buoni, affinché siano fermi e costanti nelle cose comandate loro dalla Santa Chiesa, e verso i cattivi perché non avanzino nella loro cattiveria.

A Santa Brigida di Svezia (19)
La Beata Vergine disse: «Ora posso lamentarmi a ragione, poiché mio Figlio è dimenticato e trascurato dai sacerdoti e dai re. I re si gloriano dei loro palazzi, dei loro eserciti e del crescente onore che il mondo tributa loro, e i sacerdoti si inorgogliscono dei beni e dei possedimenti temporali … L'arca del Testamento è scomparsa; le luci delle virtù si sono spente; la tavola della devozione è desolata». La sposa rispose: «Madre di misericordia, abbi pietà e prega per loro». La Madre rispose: «Il Dio d'eternità ha amato i suoi a tal punto, che non soltanto desidera esaudire coloro che pregano nelle loro preghiere, ma anche che gli altri avvertano l'effetto della loro richiesta. E affinché siano esaudite le preghiere formulate per gli altri, servono due cose: la volontà di abbandonare il peccato, e il desiderio di progredire nel bene, poiché le mie preghiere gioveranno a quanti pregheranno così».

Sant'Agnese parla alla sposa, dicendo: «Figlia, ama la Madre di misericordia, poiché … così come il sole illumina e riscalda la terra, allo stesso modo non c'è nessuno che, data la dolcezza di Maria, non riceva, se lo chiede, la sua pietà e la sua clemenza … E' assurta al trono sovrano, non avendo amato nulla all'infuori di Dio».

A Santa Brigida di Svezia (20)
La Madre di Dio parla alla sposa, dicendo: «Così mio Figlio … mi ha scelto in modo particolare come Madre, affinché, attraverso me, gli uomini fossero condotti nel porto della salvezza e nell'oasi del cielo. Dunque, così come la calamita che, con una dolce attrazione, richiama a sé il ferro, io attiro a Dio i più duri di cuore; per questo non dovete essere turbati se a volte il vostro cuore si indurisce: ciò vi varrà corone più grandi».

A Santa Brigida di Svezia (21)
«Dolce Maria! Bellezza novella, bellezza splendente, vieni in mio aiuto, affinché la mia bruttezza e la mia difformità scompaiano, e in me si accenda la carità … Chiunque ti conosca può dire: 'Vieni, bellezza fulgidissima, e liberaci dal nostro obbrobrio! Vieni, bellezza dolcissima, e addolcisci la nostra asprezza! Vieni, bellezza potentissima, e liberaci dalla nostra prigionia!». La Madre di Dio rispose: «Sii benedetto, mio Dio! La mia bellezza, [figlia mia], ti fa dire simili parole. Per questo ti dico che l'antichissima bellezza, eterna e fulgidissima, che mi ha fatto e creato, ti recherà conforto. La bellezza antichissima e nuova che rinnova ogni cosa, che è stata in me e che è uscita da me, insegnerà a tutti cose meravigliose. La bellezza agognata, che si rallegra di ogni cosa, infiammerà la vostra anima con il suo amore. Abbiate dunque fiducia in Dio, poiché quando comparirà la bellezza celeste, ogni bellezza terrestre sarà confusa».

A Santa Brigida di Svezia (22)
Il Figlio di Dio disse a sua Madre: «Madre benedetta, sei simile all'orefice che prepara una bella opera. Tutti coloro che la vedranno, gioiranno, e allora offriranno le loro pietre preziose o dell'oro per perfezionarla. Allo stesso modo tu, amatissima Madre mia, vai in soccorso di tutti coloro che si sforzano di arrivare a Dio, e non lasci nessun vuoto con le tue consolazioni. Per questo puoi essere chiamata, a ragione, sangue del mio cuore, poiché così come con il sangue tutte le membra del corpo vengono confortate e corroborate, allo stesso modo attraverso te ognuno resuscita dal peccato e dà frutti agli occhi di Dio».

A Santa Brigida di Svezia (23)
«Al mondo non c'è peccatore che, credendo sinceramente che mio Figlio sia il Creatore e il Redentore di tutti e suo amico intimo e sincero, non mi abbia immediatamente al suo fianco, come una madre caritatevole che si reca dal figlio, abbracciandolo e dicendogli: 'Cosa ti piace, figlio mio?' E se anche avesse meritato le orribili pene dell'inferno ma fosse deciso a rinunciare agli onori del mondo, alla cupidigia e agli affetti della carne, che la Chiesa detesta, e non desiderasse altro che la propria salvezza, allora lui ed io saremo subito amici».

A Santa Brigida di Svezia (24)
Io sono la Regina e la Madre di misericordia. Mio Figlio, Creatore di tutte le cose, è commosso da tutta la dolcezza che c'è in me che mi ha dato la comprensione spirituale di tutte le cose create. Così somiglio a un fiore, da cui le api colgono la dolcezza; sebbene esse ne prendano molta, la dolcezza non finisce mai; allo stesso modo sono in grado di prodigare le grazie a tutti, e ne ho in sovrabbondanza. I miei eletti sono come le api e, con tutta la devozione di cui sono capaci, sono sensibili a qualsiasi cosa minacci il mio onore; poiché come le api essi lavorano con grande cura, facendo tutto ciò di cui sono capaci.

A Santa Brigida di Svezia (25)
Io sono la Regina del Cielo. Mio Figlio ti ama con tutto il cuore. Perciò ti consiglio di non amare nulla all'infuori di lui, perché egli è così piacevole e bello che la bellezza degli elementi e della luce al confronto del suo fulgore non sono che ombra; ciò spiega perché, quando nutrivo mio figlio, lo trovavo così bello che persino chi lo guardava era sollevato dai propri dolori e consolato nella tristezza. Per questo, quando gli ebrei erano colpiti da qualche afflizione, dicevano: 'Rechiamoci a vedere il figlio di Maria, affinché ci sentiamo consolati'. E anche se ignoravano che fosse il Figlio di Dio, la sua vista era per loro una grande consolazione.

Ogni volta che sentivo gli obbrobri che la gente vomitava su mio Figlio, le menzogne e le insidie, il mio spirito era sopraffatto dal dolore, tanto che solo a stento riuscivo a contenerlo … Quando vidi che flagellavano mio Figlio, che lo inchiodavano e lo appendevano alla forca, rimasi in piedi accanto a lui e sopportai tutto ciò con tale pazienza che in me i miei nemici e gli altri videro solo dolore … Quando io e gli altri calammo mio Figlio dalla croce, lo avvolsi in un sudario e lo posi nel sepolcro e così facendo il mio dolore crebbe a tal punto che le mie mani e miei piedi mi reggevano a stento. Come avrei voluto essere sepolta con mio Figlio!

Soffrivo per il desiderio ardente di andare in cielo, dopo che mio Figlio fu salito in paradiso, perché il lungo soggiorno sulla terra dopo la sua partenza accresceva enormemente il mio dolore. Soffrivo a causa della tribolazione degli apostoli e degli amici di Dio, il cui dolore era il mio, temendo in continuazione che soccombessero alle tentazioni e alle pene; ero addolorata perché ogni cosa contraddiceva le parole di mio Figlio. Ora, sebbene la grazia di Dio fosse con me e la mia volontà fosse consona alla sua, il mio dolore fu continuo, malgrado la consolazione, finché non venni assunta nel corpo e nell'anima accanto a mio Figlio. Per questo, figlia mia, che questo dolore non venga mai meno nel tuo cuore, perché senza le tribolazioni si salverebbero solo in pochi.

A Santa Brigida di Svezia (26)
Anche il dolore che ho provato durante la fuga in Egitto con mio Figlio è stato grande, soprattutto quando udii che ammazzavano dei bambini innocenti e che Erode perseguitava Gesù; benché sapessi ciò che stava scritto di mio Figlio, per la grandezza dell'amore che provavo nei suoi confronti il mio cuore era colmo di dolore e d'amarezza. Forse ti chiederai cosa fece Gesù per tutto quel tempo, prima della Passione, ed io ti rispondo come il Vangelo: era sottomesso ai suoi genitori, e si comportava come gli altri bambini, fino a quando non raggiunse l'età adulta. In gioventù fece dei miracoli, mostrando il modo in cui le creature servivano il loro Creatore. Di come tacquero gli idoli e di come diversi di essi caddero al suo arrivo in Egitto; di come i Magi annunciarono che mio Figlio sarebbe stato il segno di grandi cose future; di come apparve anche il ministero degli angeli; di come nel suo corpo e sui capelli non ci fosse mai nulla di immondo: di tutto questo non è necessario che tu abbia conoscenza, poiché il Vangelo contiene segni della divinità e dell'umanità che possono edificare te e gli altri.

A Santa Brigida di Svezia (27)
Ora, diventato più grande, [Gesù] si dedicava costantemente alla preghiera e obbediva sempre. Venne con noi alle feste indette a Gerusalemme e in altri luoghi; il suo aspetto e la sua parola erano piacevoli e suscitavano ammirazione, tanto che molte persone afflitte dicevano: 'Rechiamoci a vedere il figlio di Maria, affinché troviamo consolazione'. Man mano che cresceva, faceva dei lavori manuali; discorreva su Dio con noi e in particolare aveva per noi parole di conforto, e in questo modo eravamo continuamente colmi di gioie indicibili. Ma quando ci facevamo cogliere dal timore della povertà, non ci dava né oro né denaro e ci esortava, invece, alla pazienza; inoltre ci difese e ci protesse dagli invidiosi. Quanto alle necessità, ci aiutavano la gente per bene e il nostro lavoro, cosicché eravamo soccorsi solo nel necessario e non avevamo nulla di superfluo perché tutto quello che cercavamo di fare era servire Dio. Gesù, poi, conversava di buon grado con chi veniva a trovarlo a casa per la difficile interpretazione della legge e il significato delle figure, e talvolta disputava pubblicamente con i saggi, destandone l'ammirazione, al punto che essi dicevano: 'Ecco che il figlio di Giuseppe insegna ai maestri: che spirito grande parla in lui'.

A Santa Brigida di Svezia (28)
Un giorno ero intenta a pensare alla sua Passione e provavo un'immensa tristezza. Allora egli disse: 'Madre mia, non credi che io sia in mio Padre e che mio Padre sia in me? Cosa è successo? Sei triste? Sai che il Padre mio vuole che io patisca la morte e la mia volontà è quella del Padre mio. Quello che ricevo da mio Padre non può soffrire, ma soffre la carne che ho ricevuto da te, affinché la carne altrui sia riscattata e il suo spirito salvato'. Infine, era così obbediente che quando Giuseppe gli diceva qualcosa senza pensarci: 'Fai questo o fai quello', egli lo faceva e in questo modo nascondeva il potere della sua divinità, di cui eravamo al corrente solo Giuseppe ed io; infatti lo abbiamo spesso visto circondato da una luce stupenda, ed abbiamo udito le voci e i concerti degli angeli che cantavano sopra di lui. Abbiamo visto anche gli spiriti immondi, che non temevano gli esorcisti riconosciuti dalla legge, uscire alla vista di mio Figlio. Che queste cose siano continuamente presenti alla tua memoria, e ringrazia Dio».

A Santa Brigida di Svezia (29)
La Madre di Dio dice a Santa Brigida: «Quando l'angelo mi annunciò che il Figlio di Dio sarebbe nato da me, non appena ebbi acconsentito avvertii in me qualcosa di mirabile ed inconsueto; stupita, decisi immediatamente di recarmi in visita da Santa Elisabetta, mia cugina, che era incinta, per starle vicino e parlare con lei di quello che mi aveva detto l'angelo; ma quando giunsi alla fontana e ci baciammo ed abbracciammo, il bambino che ella portava in grembo gioì in modo meraviglioso. Allora in cuor mio provai di nuovo felicità, tanto che la mia lingua proferì parole divine incomprensibili, che la mia anima capì a stento, tale era la gioia che provava! Ora, Elisabetta contemplava il fervore dello Spirito che parlava in me, ed io contemplavo similmente in lei la grazia di Dio; così, trascorremmo alcuni giorni insieme, benedicendo Dio.

[Dopo l'annuncio dell'angelo] un pensiero iniziò a interrogare la mia mente su quale devozione e quale comportamento avrei dovuto assumere dopo aver ricevuto una grazia del genere; cosa dovevo rispondere a quanti mi avrebbero chiesto come avessi concepito il bambino e chi fosse suo padre, e cosa avrei detto a Giuseppe, qualora il nemico avesse insinuato in lui dei sospetti nei miei confronti. Mentre nella mia mente si susseguivano questi pensieri, un angelo, simile a quello che mi era apparso in precedenza, mi disse: 'Nostro Dio, che è eterno, è con te e in te: dunque non temere, perché egli ti darà la grazia della parola; guiderà i tuoi passi e ti condurrà, compirà la sua opera con te con potenza e saggezza. Ora, Giuseppe, cui sei stata affidata, si stupirà quando saprà che aspetti un figlio, e riterrà indegno vivere con te'. E poiché Giuseppe era stato in ansia e non sapeva cosa fare, l'angelo gli comparve in sogno, dicendogli: 'Non allontanarti dalla Vergine che ti è stata affidata, perché, come ti ha detto lei stessa, ha concepito il bambino con lo Spirito di Dio, e darà alla luce un Figlio che sarà il Salvatore del mondo. Per questo servila fedelmente, e sii testimone e custode del suo pudore'. Da quel giorno, Giuseppe mi servì come la sua padrona, ed io mi umiliai fino a compiere le sue opere più umili. Pregai in continuazione.

A Santa Brigida di Svezia (30)
Secondo la volontà divina, ho vissuto a lungo dopo l'Ascensione di mio Figlio, affinché le anime si convertissero a Dio, dopo aver visto la mia pazienza invincibile e la regolatezza dei miei costumi, ed affinché i miei apostoli e i miei eletti si rafforzassero. La naturale predisposizione del mio corpo era tale che mi permise di vivere duramente, in modo che la mia corona aumentasse, perché durante tutto il tempo che ho vissuto dopo l'Ascensione di mio Figlio ho visitato i luoghi in cui egli ha sofferto o ha manifestato le sue meraviglie. La sua Passione era anto impressa nel mio cuore che, sia mangiando che lavorando, era sempre presente nella mia memoria.

A Santa Brigida di Svezia (31)
Un giorno, diversi anni dopo l'Ascensione di mio Figlio, provai molta afflizione per il desiderio di andare in cielo e vedere mio Figlio. Allora vidi un angelo luminoso, come già mi era capitato in passato, che mi disse: 'Tuo Figlio, Dio e nostro Signore, mi manda a te per annunciare che è arrivato il momento in cui devi raggiungerlo con il corpo, per ricevere la corona che è stata preparata per te'. Al che, risposi: 'Sai il giorno e l'ora in cui devo andarmene da questo mondo per passare nell'altro?' E l'angelo disse: 'Gli amici di tuo Figlio seppelliranno il tuo corpo'. Dopo aver pronunciato queste parole, l'angelo scomparve ed io mi preparai all'evento, visitando, come di consueto, ogni luogo in cui aveva sofferto mio Figlio. Un giorno il mio spirito era sospeso nell'ammirazione della carità divina, quando la mia anima, in contemplazione, fu colma di così tante delizie che le sosteneva a stento, e in tale contemplazione e gioia essa fu separata dal corpo. Quante cose magnifiche vide la mia anima in quel momento, e con che onore fu accolta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, e che moltitudine d'angeli la innalzò! Purtroppo non puoi capirlo, ed io non posso esprimerlo senza che anche la tua anima si separi dal corpo … Ora, chi era in casa con me quando resi l'anima capì immediatamente, per via dell'insolita luce, le cose divine che si stavano compiendo in me in quel momento. In seguito, gli amici di mio Figlio, inviati da Dio, seppellirono il mio corpo nella valle di Giosafat, e con loro c'era un'infinità di angeli simile agli atomi del sole. Ma i numerosi spiriti non osavano avvicinarsi. Il mio corpo restò qualche giorno sulla terra, poi fu rapito e fu portato in cielo da una moltitudine d'angeli.

A Santa Brigida di Svezia (32)
Grande è l'umiltà di mio Figlio che nella potenza della sua divinità, giaceva nella mangiatoia, fra due animali e benché sapesse ogni cosa secondo la natura divina, parlava secondo quella umana. Allo stesso modo, ora, seduto alla destra del Padre, sente tutti coloro che gli parlano con amore, e risponde loro attraverso lo Spirito Santo. Come lui, anch'io che sono Madre di Dio, sono umile nel mio corpo, che è superiore a tutte le creature, proprio come lo ero quando mi sposò Giuseppe. Sappi che lo Spirito Santo informò Giuseppe che avevo fatto voto di verginità a Dio, e che ero pura nelle parole, nei pensieri e nelle intenzioni; ed egli mi sposò non come moglie ma per trattarmi come la sua padrona e servirmi.

A Santa Brigida di Svezia (33)
Sono io, la Regina del cielo, che vi parlo. Sono come un giardiniere in questo mondo, poiché quando il giardiniere vede soffiare il vento impetuoso che danneggia le piante e gli arboscelli, si reca subito in giardino, e li lega e li sorregge con pali e sostegni, prendendo ogni precauzione possibile affinché non si rovinino, non si rompano e non si sradichino. Ebbene io faccio lo stesso: essendo Madre di misericordia nel giardino di questo mondo, quando vedo che si alzano i venti impetuosi delle tentazioni, che le tempeste di satana soffiano contro i cuori degli uomini, mi rivolgo subito a Dio, mio Figlio, con le preghiere, per aiutarli e implorandolo di versare nei loro cuori l'ispirazione dello Spirito Santo, affinché siano sostenuti, confermati, e infine protetti dai venti impetuosi delle tentazioni del demone infernale; perché il diavolo non domini gli uomini, dissipandone le anime e lo spirito di devozione, e gli uomini, accettando il mio aiuto e il mio soccorso con cuore umile, siano immediatamente liberati dalle tentazioni del diavolo e, rimanendo costanti nello stato di grazia, portino a Dio e a me il loro frutto soave quando è tempo e stagione. Ma chi disprezza l'aiuto di mio Figlio e il mio, si lascia portare via dal vento delle tentazioni.

A Santa Brigida di Svezia (34)
La Regina del cielo apparve alla sposa e disse: «Sono un vaso colmo che riempie a sua volta, poiché come un vaso si riempie quando viene immerso in un fiume, cosi la mia anima, quando fu creata e congiunta al corpo, venne riempita dal torrente dello Spirito Santo, di cui non si è mai vuotata. Per questo chiunque venga a me con umiltà e purezza di cuore avrà l'aiuto dello Spirito Santo. Ecco perché sono definita a ragione un vaso colmo: quando ero al mondo, il Figlio di Dio è disceso nel mio corpo con il suo torrente, assumendo attraverso me la carne e il sangue; egli è rimasto in me fino alla nascita e quando è nato ed io l'ho tenuto fra le mani, gli angeli hanno gioito e annunciato la pace in terra».

A Santa Brigida di Svezia (35)
«Le Scritture dicono che la città assediata da una grande potenza, sarà liberata con la saggezza del povero e nessuno si ricorderà di lui. Questa città è la creatura umana, che il diavolo ha stretto d'assedio su ogni lato con quattro tipi di peccati: la ribellione ai comandamenti divini; la trasgressione della legge naturale; la malvagia cupidigia e l'ostinazione dello spirito. Mia Madre», dice Gesù Cristo, «in un certo senso ha liberato tale creatura, quando si è rimessa alla mia volontà ed ha voluto patire ogni genere di tribolazione per la salvezza delle anime, perché la vera saggezza consiste nel sottomettere la propria volontà alla volontà divina, e nel compiacersi di soffrire per l'amore di Dio. Dunque, attraverso questa volontà, io, Figlio di Dio, sono stato fatto uomo attraverso la Santa Vergine, il cui cuore era come il mio; in questo modo posso dire che mia Madre ed io abbiamo salvato l'uomo con un cuore solo, io soffrendo nel mio cuore e nella mia carne e lei con il dolore del cuore e dell'amore. Questa Vergine era davvero povera; non desiderava nessuna ricchezza terrena e il suo spirito non ha commesso mai il minimo peccato. Alcuni non hanno beni, ma in cuor loro li desiderano perché sono mossi da cupidigia e superbia; questi non sono i poveri di cui parla il mio Vangelo. Altri abbondano in ricchezze, ma sono poveri di spirito. Ritengono di non essere altro che polvere e cenere e di dover morire di li a poco; desiderano essere con Dio e possiedono solo il necessario e quanto è utile al prossimo. Sono questi i veri poveri e i veri ricchi di Dio, fra questi era mia Madre».

La Vergine disse al diavolo: «Devi andartene perché sei il signore delle pene e il principe della collera; io, invece, sono la Madre di misericordia e la Regina del cielo, per questo ho pietà di tutti coloro che mi invocano». Poi la Vergine chiese al Giudice: «Figlio mio, un servitore è seduto in una casa ed entra il suo padrone; se questi desidera restare nella stessa casa o sedersi su quella stessa sedia, cosa farà il servitore?». Il Giudice rispose: «E giusto che il servitore si alzi e che il padrone si sieda dove vuole». Allora la Vergine disse al diavolo: «Poiché sei servo e suddito di mio Figlio ed io sono la tua padrona, è giusto che tu te ne vada e che io mi sieda dove voglio». Poi il Giudice disse alla Vergine: «Madre mia, questo luogo è tuo e ti è dovuto di diritto ed essendoti dovuto di diritto io te lo assegno. Così come in questo luogo sono stati uditi i singhiozzi e la miseria di quanti venivano a me dalla terra gridando vendetta, così ora in questo luogo, che è stato luogo di tormenti e di oppressione terreni, si sentirà la voce di chi ti loderà, e qui si riuniranno coloro che chiederanno misericordia e indulgenza per i vivi e per i defunti, ed essi placheranno la mia ira, quando sarò irritato nei confronti degli uomini». Poi il Giudice aggiunse, parlando alla Vergine: «Madre mia, il tuo nemico è stato a lungo padrone di questo luogo, ma d'ora innanzi qui tu sola sarai padrona e Regina».

A Santa Brigida di Svezia (36)
[Il Figlio di Dio disse alla Madre:] «Sii benedetta, Madre del Re di gloria e Regina degli angeli! Le tue parole sono vere e dolcissime. Madre mia carissima hai detto a ragione che ho fatto ogni cosa in misericordia e giustizia. Sii benedetta, poiché sei stata così dolce che la Divinità si è compiaciuta di scendere in te e di non separarsi mai da te! … Per questo ti chiamano piena di carità e di misericordia, perché tutta la carità fiorisce in te e tutti trovano la misericordia attraverso te; infatti hai circondato e custodito in te l'autore della misericordia, e saresti persino capace di avere misericordia del diavolo, se lo chiedesse con umiltà! Per questo io ti darò tutto quello che mi domanderai e che desidererai».


Molte di queste citazioni con alcuni ritocchi nella traduzione sono tratte dal volume: Santa Brigida di Svezia, Rivelazioni, ed. Gribaudi, Milano 20084, traduzione di L. Majocchi, che contiene solo una piccola parte dell'intero testo di Santa Brigida; l'opera originale completa è in: Birgitta de Regno Swecie, Revelaciones, Lubeck, Ghotan, 1492 Editio Princeps, in www.documentacatholicaomnia.eu. L'intera opera in inglese è disponibile in: www.saintbooks.net